I lavori dell’Assemblea generale dell’Onu e la riunione di Pittsburgh del G20 confermano, insieme ad altri eventi sul piano internazionale, il ruolo e il peso dell’Italia negli affari mondiali.
Come presidente di turno del G8, l’Italia ha proseguito e consolidato le iniziative prese in occasione del vertice de L’Aquila imperniate:
sull’allargamento delle consultazioni tra i Paesi più influenti di tutti i continenti per superare la crisi finanziaria ed economica e soprattutto per stabilire nuove regole in campo finanziario;
sul rilancio della collaborazione strategica tra Nato e Russia, secondo le linee tracciate a Pratica di Mare;
sulla necessità di dialogare con tutti, ponendo punti fermi sugli obiettivi da raggiungere;
sulla conferma degli impegni presi a favore della pace e della democrazia;
sulla necessità di preservare un sistema di liberi scambi commerciali.
Nel discorso pronunciato all’Onu, Berlusconi ha "razionalizzato" il suo congenito ottimismo affermando che "la storia dimostra che nessuna crisi è insuperabile", purché si sia determinati e uniti e, ovviamente, purché si mettano a punto gli strumenti idonei: dalla lotta alla speculazione sulla materie prime all’eliminazione dei paradisi fiscali, da un nuovo modello di sviluppo che rispetti la natura con priorità all’emergenza climatica all’apertura ulteriore dei mercati per favorire i Paesi più poveri.
Un discorso complementare a quello strategico, relativo all’eliminazione a termine degli armamenti nucleari, pronunciato da Barak Obama, che oltre ad avere lodato il contributo dell’Italia alle missioni di pace, ha senz’altro apprezzato anche l’impegno del governo italiano a proseguire la missione in Afghanistan.
Ma è sui grandi temi economici che Berlusconi ha puntato in relazione al G20 di Pittsburgh perché questo è, in realtà, il vero tema di interesse globale. Importante, in questo campo, la sintonia tra l’Italia, la Germania e la Francia sulle "regole" che devono presiedere a uno sviluppo sostenibile.
Nel multilateralismo di Obama, l’Italia si riconosce perfettamente, come dimostra la sua azione nell’area del Mediterraneo, che di recente ha portato alla fine del pluridecennale contenzioso con la Libia, che tiene rapporti di alto profilo con Turchia, Egitto e Israele, che sostiene il dialogo tra israeliani e palestinesi, che appoggia i progetti per i trasferimenti sicuri delle fonti energetiche dai luoghi di produzione a quelli di consumo.
Proprio questo radicamento dell’Italia nei diversi scacchieri internazionali ha consentito a Berlusconi di opporsi con inusuale chiarezza a una riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu consistente in un semplice aumento del numero dei membri permanenti nazionali.
L’Italia presente all’Assemblea generale dell’Onu e al G20 ha quindi dimostrato di essere tutt’altro che isolata sul piano internazionale, come sostiene l’opposizione, non guardando i fatti, ma accontentandosi di leggere gli articoli di alcuni giornali esteri che rimbalzano quelli di alcuni giornali italiani.