IL POPOLO DELLA LIBERTA'
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DEL POPOLO DELLA LIBERTA'

Iscriviti alla newsletter del Popolo della Libertà

BERLUSCONI: Siamo protagonisti nel mondo

29 luglio 2010 ore 16:56
Spedisci ad un amico!Versione Stampabilealtre notizie
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Aggiungi a Digg Aggiungi a Google Bookmarks Condividi su MySpace Aggiungi a Technorati

"L’Italia svolge un ruolo importantissimo negli scacchieri internazionali". Lo ha ripetuto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo mercoledì sera alla conferenza degli Ambasciatori


"Con la politica estera efficiente si può contare e incidere. Quella che chiamano la politica del cucù", è fatta "di relazioni, fa nascere amicizie, stima, talvolta affetto. Cosi’ riusciamo a contare al di la’ del peso specifico a livello mondiale". Berlusconi ha ricordato che l’Italia ha detto "no alla tassazione delle banche e delle operazioni finanziarie. I paesi che avessero adottato queste norme, si sarebbero spogliate di queste operazioni a vantaggio di altri paesi. Siamo assolutamente stimati nel mondo, come mai nel passato".



Il Presidente  ha ribadito l’importanza della "nostra posizione di equilibrio nei negoziati in Medio Oriente. Parliamo in maniera continuativa sia con Israele che con la parte palestinese". E, ha sottolineato "gia’ nel 2001 avanzammo le proposte piu’ concrete" (fra cui il piano Marshall palestinese).


In tema di politica interna il premier ha spiegato di essere "tentato di ritirare il ddl intercettazioni", di cui la commissione Giustizia della Camera ha concluso l’esame, dal momento che cosi’ come e’ stato modificato, non assicura inviolabilita’ alla privacy che spetta ad ogni cittadino. E’ un testo "che ci hanno massacrato" anche se comunque "migliora la situazione attuale". "Dobbiamo cambiare il nostro paese -ha evidenziato- difendendo e garantendo la riservatezza e la privacy dei cittadini".


Quanto alla situazione della maggioranza, il premier ha sottolineato che dopo aver votato la fiducia sulla manovra, "il governo e’ salvo ma i giornali danno un’altra versione. Mai come in questi tempi, i giornali danno una realta’ non mediatica". Il Presidente ha spiegato di parlare solo nelle "conferenze stampa" o attraverso dichiarazioni scritte. "Ogni frase fuori da questi contesti non e’ vera". E ha chiarito che "non c’e’ nessuna possibilita’ di cambiamenti di maggioranza e di governo. Questa e’ la realta’ della coalizione".


Senza l’approvazione della manovra "avremmo fatto la fine della Grecia". Perciò, ha manifestato il suo "orgoglio per aver resistito ad un anno di attacchi e critiche" e ha sottolineato la "responsabilita’ per l’approvazione della manovra" - richiesta "dall’Ue" - che "non ha messo mani nelle tasche italiani, non ha fatto tagli, e ha congelato gli stipendi". Insomma, "se non avessimo approvato la manovra o fosse caduto il governo avremmo fatto la fine della Grecia" e l’Italia avrebbe subito un "attacco della speculazione internazionale".


Il Presidente del Consiglio si e’ poi soffermato su cio’ che l’Italia puo’ esportare. E fra le sue capacita’, ha citato quella di intervenire in contesti di emergenza post terremoto, come e’ stato fatto ad Haiti. "Siamo capaci di portare questo know how nel mondo".


Quanto all’Aquila, ha ricordato i 15 miliardi di euro stanziati per la ricostruzione, di cui circa 2 miliardi spesi per le case. "Abbiamo 10 mila cantieri aperti, purtroppo le istituzioni locali non hanno dato via a interventi tempestivi". Pertanto "abbiamo deciso di riprendere in mano la ricostruzione dell’Aquila". Dopo aver gestito l’emergenza, ha spiegato, "ora ritorneremo ad interessarcene" nella fase della ricostruzione.


Il premier ha anche ricordato il ruolo svolto contro la criminalità organizzata. "Stiamo conducendo lotta contro organizzazioni criminali". E ha poi ribadito che in Italia "abbiamo ecceduto nelle fiction sulla mafia", che "e’ considerata la sesta, ma per la fama e’ al primo posto".


Quanto alla politica industriale, ha evidenziato che "gli imprenditori sono il nostro petrolio". E ha posto l’accento sull’ obiettivo di una legge per la liberazione dalla burocrazia: "Chi deve aprire un’attivita’", e’ costretto a chiedere "anche fino a 18 licenze". Con questa nuova legge, "l’imprenditore puo’ fare qualunque cosa non sia vietata dalla legge", e alla fine "ci sara’ solo un’autorita’ che fara’ una visita, una volta sola, e una verifica".Sara’ "rivoluzionario, una spinta a imprenditori, nostro petrolio". "Importante per il turismo avere una compagnia di bandiera".


Berlusconi ha poi spiegato che "il turismo e’ l’attivita’ nel mondo che si incrementera’ di piu’, percio’ avevamo bisogno di compagnia di bandiera". E infatti "Alitalia oggi esiste e ha i conti che stanno andando bene". E’ importante avere collegamenti "soprattutto in India, Cina e Federazione russa". Quanto agli immigrati clandestini, "noi abbiamo le spiagge senza un immigrato clandestino". L’immigrazione clandestina "e’ una piaga", chi non ha un lavoro e’ costretto a delinquere.


Sulla giustizia penale Berlusconi ha annunciato presto "un intervento". Gia’ le "riforme nelle cancellerie porteranno al dimezzamento dei tempi" della giustizia. E poi ci sara’, ha spiegato, la riforma del fisco, la lotta a evasione e poi federalismo fiscale, con la "diminuzione dell’Irap e il quoziente familiare".


L’altra riforma evocata dal premier e’ quella dell’architettura costituzionale dello Stato. Dove i costituenti, "preoccupati di ritorni del totalitarismo, non diedero nessun potere vero al presidente del Consiglio". Con il risultato che quando "si fa una legge, se non piace alla magistratura di sinistra allora viene impugnata e in sei mesi la Corte Costituzionale la abroga". E’ questa "la riforma da fare".


Berlusconi ha elogiato il lavoro degli ambasciatori nel campo della "diplomazia commerciale". Ci sono stati "risultati importanti grazie a voi. Credo che possa essere incentivata la presenza italiana sui mercati internazionale con maggiori visite dei nostri imprenditori. La crisi e’ stata certamente dura. Oggi tuttavia dopo aver incontrato 150 imprenditori, non ricordo uno che non esprimesse ottimismo. Possono rafforzarsi espandendo la loro proiezione commerciale. Nessuno possa essere piu’ vicino a loro meglio delle nostre ambasciate". E "ci dovranno essere anche i mezzi per queste funzioni". "Ambasciatori si impegnino a migliorare immagine dell’Italia".


Il premier ha anche invitato gli ambasciatori a dare un quadro diverso dell’Italia rispetto a quello rappresentato dai mass media internazionali: "C’e’ una specie di volonta’ negativa -ha concluso- nella descrizione di quello che succede nel paese".