Berlusconi al Financial Times: Lascio la prima linea

"La speranza e’ che questo governo, supportato per la prima volta da tutto il Parlamento, avra’ la possibilita’ di proporre grandi riforme strutturali, a partire dall’architettura istituzionale dello Stato, senza la quale non possiamo pensare di avere un moderno e realmente libero e democratico Paese".
Lo ha affermato Silvio Berlusconi nella sua prima intervista dalle sue dimissioni, rilasciata al Financial Times. Il Presidente ha rivelato la sua intenzione di voler uscire dalla politica in prima linea non ricandidandosi alla presidenza del Consiglio, restando dietro le quinte.
"Mi sono dimesso lo scorso novembre perche’ ero stato attaccato da una campagna ossessiva da parte dei media nazionali ed esteri, che accusavano personalmente me e il governo per l’elevato spread dei titoli di Stato italiani e per la crisi sui mercati azionari. Con senso di responsabilita’, pur avendo una maggioranza in entrambe le camere del Parlamento mi sono fatto da parte e con eleganza. Dopo aver valutato le cause della crisi, che non erano in Italia ma in Europa e nell’euro, ho capito che se fossi restato al governo avrei danneggiato l’Italia e sarei stato sottoposto ad una campagna ancora piu’ pesante."
Berlusconi ha quindi ribadito il suo sostegno ad Angelino Alfano e ha affermato che il Popolo della Libertà terrà le primarie per scegliere il candidato primo ministro. In ogni caso, ha spiegato Berlusconi, "ho ancora un forte sostegno popolare, quasi il doppio di quanto hanno i miei colleghi Merkel e Sarkozy. Nei sondaggi ho il 36 per cento di approvazione. Quando cammino per le strade fermo il traffico. Sono un pericolo pubblico, non posso uscire a fare shopping."
