Girlanda: Superare l'attuale modello di finanziamento ai partiti

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“Perché questo tema non trova gli stessi alfieri del vento dell’antipolitica e dell’anticasta?”

“I partiti devono mantenersi attraverso la raccolti di fondi ed il consenso degli elettori e quest’ultimo può misurarsi attraverso il primo. Questo deve essere il monito, e al tempo stesso il manifesto, per cambiare le regole del sistema dei rimborsi nel nostro Paese”. È quanto dichiara Rocco Girlanda, deputato Pdl. “E’ assolutamente necessario abbandonare il sistema di natura assistenzialista attualmente in vigore, che premia per cinque anni partiti senza rappresentanza con fondi pubblici. Stranamente, però, questo tema che ciclicamente torna a popolare le pagine dei giornali, non trova una condanna unanime e trasversale da parte delle forze politiche che si fanno invece alfieri dei temi dell’anti-politica e della lotta alla casta. Come se fosse più impellente il problema di un ufficio di pochi metri quadrati a Montecitorio o della tessera dell’autostrada rispetto ai milioni di euro che ogni anno vengono fagocitati dai più disparati partiti e formazioni politiche. L’Italia ha bisogno di riforme autenticamente liberali – continua Girlanda – che ci avvicinino alle grandi democrazie che in tutta Europa e nel mondo intero non hanno mai avuto, o hanno abbandonato, questo sistema. Naturalmente per fare ciò bisogna contestualmente modificare il sistema delle donazioni ai partiti, che oggi è strutturato alla stregua di una lista di proscrizione. Al contrario dobbiamo puntare ad un sistema dove viga il concetto che non è lo Stato a dover garantire l’esistenza di una miriade di partiti e formazioni politiche, bensì la volontà dei cittadini, che con le loro risorse, la loro partecipazione e abnegazione possono sancire la nascita, lo sviluppo e l’esistenza di un contenitore politico nel quale riconoscersi. Solo in questo modo – conclude il deputato Pdl – andremo a realizzare una vera rivoluzione liberale e contrastare uno dei tanti reali e considerevoli sprechi della politica, che rappresenta al contempo un sistema di conservazione di uno status quo per molti indispensabile a spese dell’intera collettività”.

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