Pagano: Cura non sia eutanasia dei partiti, ma controlli e sanzioni pił penetranti e incisive
Intervento del deputato del Pdl membro della Commissione finanze della Camera

"L’utilizzo distorto dei fondi pubblici ai partiti, emerso in tutta la sua vastità e nefandezza nelle inchieste riguardanti Lega e Margherita, può considerarsi, senza alcuna esagerazione, un cancro che, se non arrestato in tempo e in maniera risoluta, finirà per decretare la morte non solo dei partiti ma dell’intero sistema democratico di cui i partiti sono fondamenta e baluardo contro ogni totalitarismo e violento populismo". Lo ha affermato il deputato del Pdl Alessandro Pagano, membro della Commissione finanze della Camera.
"Diversamente da quanto auspicano alcuni demagoghi mediatici che intendono trarre vantaggio dall’attuale crisi politica per conquistare il potere, la cura di questo male non può consistere nell’eutanasia dei partiti, illudendosi, cioè, che la scomparsa dei partiti determini automaticamente la soluzione del problema. Insistendo su questa strada, si gettano solamente le basi per l’edificazione di un moderno regime post-fascista.
La cura più seria ed efficace, che al contempo non pregiudichi chi ha sempre tenuto una condotta contabile irreprensibile, dovrà esplicarsi in un sistema più penetrante di controlli e sanzioni consistente, da un lato, nell’obbligo di pubblicazione dei bilanci su internet in modo che ciascun cittadino possa accedervi, dall’altro nell’introduzione, in caso di abusi, di una vera e propria decurtazione del rimborso ricevuto e da ultimo nella sottoposizione del bilancio a società di revisione esterne e indipendenti".
