Casero: Ora aggredire il debito e dare il via al piano di spending review

L'intervento del deputato del Pdl alla Camera

Casero

L’intervento del deputato del Pdl, Luigi Casero, sul decreto fiscale alla Camera pronunciato il 19/4/2012


Signor Presidente e onorevoli colleghi,
le analisi economiche di questi ultimi giorni confermano un quadro macroeconomico chiaro, negativo e contraddistinto da dubbi e timori per il futuro dell’Italia e dell’Europa. Per permettere al nostro Paese di uscire da un naturale indirizzo di declino determinato da fattori di debolezza sia nazionali sia internazionali, è necessario che tutti - e sottolineo tutti - lavorino in un quadro realistico e che indirizzino la loro azione verso obiettivi unitari e ben definiti. Da queste considerazioni nasce la scelta di sostenere un Governo tecnico che, potendo superare molte delle debolezze dell’agire tradizionale della politica, naturalmente caratterizzata da un forte contrasto e da divisioni, possa favorire l’unione delle forze verso il raggiungimento di obiettivi necessari al futuro del Paese. In questo quadro ancora oggi noi abbiamo votato la fiducia al Governo Monti. È però fondamentale definire in modo ancora più ficcante l’azione del Governo, per permettere al Paese non solo di superare questa fase di difficoltà, ma di avere una prospettiva futura. Senza una prospettiva futura, sarà difficile uscire da questo momento negativo. Esiste quindi la necessità di mantenere, come obiettivo prioritario dell’azione di Governo, la stabilità finanziaria futura, la salvaguardia dei conti del Paese; però sappiamo tutti che senza un progetto di sviluppo futuro da integrare al rigore economico, la sopravvivenza sarà difficile. E per cercare di mantenere i nostri conti in ordine e favorire una politica di sviluppo, dobbiamo al più presto implementare l’azione di Governo con un’operazione che noi abbiamo definito dei tre «meno». In sintesi: meno tasse, meno spesa pubblica e meno debito


La pressione fiscale toccherà nel 2012 il livello record del 45 per cento e forse questo limite verrà anche superato. Siamo di fronte ad uno degli indici più alti d’Europa, al vero elemento di freno dello sviluppo futuro. Se è vero che la crescita non si fa per decreto, noi siamo convinti che diversi decreti di riduzione delle tasse potranno favorire la crescita stessa. Chiediamo quindi al Governo di predisporre velocemente un progetto che preveda una riduzione della pressione fiscale verso le famiglie e verso le imprese. La pressione fiscale troppo alta non permette una politica di sviluppo e con questo sistema fiscale non possiamo pensare di far sviluppare in futuro il nostro Paese. Riteniamo quindi che la delega fiscale dovrebbe contenere una previsione di riduzione delle tasse, almeno nel medio periodo (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Appena si reperiranno i fondi e le condizioni di bilancio lo permetteranno, si dovrà iniziare a detassare i redditi reinvestiti nelle attività imprenditoriali ed iniziare a detassare il lavoro (mi riferisco a tutti i tipi di lavoro: quello dipendente e quello indipendente) e solo così si potrà favorire lo sviluppo.


I fondi per ridurre la pressione fiscale dovranno essere reperiti, in buona parte, dalla riduzione della presenza dello Stato nell’economiae, dall’altra parte, da una più efficiente azione di recupero fiscale.
Apprezziamo molto il fatto che, in questo decreto-legge, il Governo abbia accettato la proposta del Popolo della Libertà, avanzata dal segretario nazionale del nostro partito, Angelino Alfano, di prevedere una rateizzazione dell’IMU sulla prima casa. Siamo molto preoccupati degli effetti sociali che potranno avere queste nuove tasse sugli italiani e, quindi, apprezziamo questo intervento. Allo stesso modo, apprezziamo il fatto che oggi sia stato accolto l’ordine del giorno del Popolo della Libertà che prevede di cercare di valutare l’opportunità di individuare le risorse per definire l’IMU sulla prima casa una tantum e non una tassa continuativa.


Per reperire le risorse necessarie, chiediamo al Governo di dedicarsi in modo più approfondito su due temi: in primo luogo, il taglio della spesa pubblica improduttiva a partire dalla spending review. È ora che il cosiddetto piano Giarda venga presentato ed attuato e che si superino le resistenze, sia a livello dei singoli Ministeri che degli organi decentrati dello Stato. E con i primi risparmi ottenuti, noi chiediamo al Governo di non attuare l’aumento dell’IVA previsto per settembre, che determinerebbe, come voi sapete, un’ulteriore contrazione dei consumi e un ulteriore aumento della pressione fiscale Inoltre, chiediamo di intervenire sul debito pubblico. Il Ministro Grilli, giustamente, sostiene come sia fondamentale far capire agli investitori internazionali che il deficit pubblico non esisterà più in futuro, ma non possiamo restare inerti di fronte alla montagna del debito pubblico italiano. Al più presto, è necessario che il Governo predisponga - e se il Governo non lo farà, il Popolo della Libertà presenterà un progetto al riguardo - una terapia antidebito, un grande progetto di abbattimento del debito pubblico che faccia dimagrire lo Stato e non faccia impoverire le imprese e i cittadini Bisogna valorizzare e mettere sul mercato asset pubblici non strategici, evitando di chiedere altri sacrifici agli italiani, allargando gli spazi di mercato e riducendo la presenza pubblica, ancora oggi, eccessiva in economia. Le disponibilità immediate derivanti dal risparmio di spesa sugli interessi devono servire per iniziare a ridurre la pressione fiscale e per fare politica di sviluppo.


Inoltre, noi chiediamo che vi sia una più efficiente ed equa azione di recupero fiscale, che deve essere articolata fondamentalmente su cinque strumenti. In primo luogo, abbassare le tasse, perché con tasse più basse si riesce a recuperare sicuramente di più. In secondo luogo, semplificazione delle norme e delle procedure: anche noi, che siamo esperti della materia, spesso, facciamo fatica a comprendere il sistema fiscale italiano, figuratevi i contribuenti. In terzo luogo, rendere più efficienti e moderni gli uffici fiscali e le commissioni tributarie.


Ci sono altre due proposte che vogliamo fare. La prima: una forma di consulenza preventiva degli uffici finanziari a favore delle imprese. In termini tecnici, significa ruling: vuol dire che le imprese che vogliono investire devono sapere prima se la loro operazione è corretta, oppure no; è una cosa che ci chiedono le imprese straniere, attuiamola nella delega fiscale Quinto punto: io penso che sia giunto il momento di introdurre in Italia il contrasto di interessi, cioè permettere di rendere scaricabili fatture e ricevute Capiamo che dal punto di vista della scienza delle finanze è una norma considerata grossolana, ma uno Stato che ha più di 100 miliardi di euro di evasione fiscale deve accettare norme grossolane per ridurre l’evasione fiscale. Il primo esempio è stato fatto con le ristrutturazioni edilizie: è andato molto bene, non si vede perché non si possa ripetere questo esperimento.


Signor Presidente, noi riteniamo che il Governo si debba muovere su questa linea e, se saprà farlo, il nostro appoggio sarà sicuramente più forte e consolidato. È necessario ridare una speranza agli italiani. In questi giorni, abbiamo detto che ci troviamo in un tunnel molto buio: se non accendiamo una luce in fondo al tunnel, difficilmente, gli italiani potranno uscire da questa situazione. E la luce è la luce della riduzione della pressione fiscale. Se questo Governo lavorerà su questo progetto, troverà il nostro consenso e, spero e penso, il consenso e la soddisfazione di tutti gli italiani

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