Formigoni: Non mi faranno fuori, arriverò a fine mandato

Il presidente della Regione Lombardia intervistato dal Tg4

Roberto Formigoni

"Non penso di mollare perche’ siamo davanti a un attacco infondato, attacco politico e mediatico. In Italia c’e’ una lotta per il potere condotta da gruppi industriali e finanziari per mezzo dei giornali, che vogliono ribaltare la situazione per farsi gli affari loro. Prima hanno fatto fuori Berlusconi ora Formigoni, ma con me non ce la faranno. Io arrivero’ fino a fine mandato". 

Lo ha affermato il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, al TG4. "La lettera di Dacco’ non era indirizzata a me, l’ho letta sul Corriere. I magistrati guardino quello che vogliono, ma mi sembra surreale. Ci sono le considerazioni di un uomo in carcere che aspetta pazientemente. Io Dacco’ lo conosco da 15 anni abbiamo fatto vacanze insieme, ma il mio lavoro non aveva nulla che fare con il suo. Dacco’ non ha mai lucrato grazie ai favori del presidente Formigoni. Non c’e’ nemmeno un euro che Dacco’ ha intascato grazie a me. La sanita’ lombarda ha i conti perfettamente in ordine e presenta ottimi servizi. Sia nei casi del San Raffele e della Maugeri non si parla di dissipazione di denaro pubblico. Nessuno di Regione Lombardia e’ implicato nelle indagini. Le responsabilita’ sono personali e l’indagato piu’ illustre e’ dell’opposizione. Mi riferisco a Penati. Immaginiamo se avesse vinto il centrosinistra, adesso avrebbero un presidente pluri-indagato, ma i lombardi sono saggi. I fenomeni di corruzione sono diffusi in tutte le regioni e in tutti i partiti, anche la sinistra giustizialista che bercia ha i suoi esponenti. La corruzione - va avanti Formigoni - non c’e’ solo in politica anche nella magistratura e nelle forze dell’ordine. I cittadini vogliono che si combatta la corruzione e in Regione Lombardia abbiamo uno dei sistemi piu’ avanzati per la lotta alla corruzione".

24/4/2012

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