Giovanardi: Pompei crolla anche adesso ma nessuno è responsabile
L'intervento del deputato del Pdl pubblicato da "Il Secolo d'Italia"

Ma è vero che la funzione della stampa indipendente è quella di fare le pulci alla politica e a chi governa, senza fare sconti a nessuno? Mi permetto di citare tre casi di confronto tra l’attuale governo e quello di cui mi onoro di aver fatto parte, per avanzare qualche dubbio che le cose stiano proprio cosi.
POMPEI - Il 22 aprile ho letto su alcuni trafiletti, che la sovraintendenza archeologica di Pompei conferma il crollo di un muro intonacato di età romana in una Domus nella Regio V. Ricordo male o un analogo crollo ha portato al tentativo di crocifissione dell’allora ministro dei beni culturali Sandro Bondi, alla richiesta della sfiducia individuale, a paginate intere che lo dipingevano come il responsabile davanti al mondo dello sfascio di Pompei? In questo caso dignitoso, sobrio e rigoroso silenzio.
ASILI NIDO - Leggo invece sul Corriere della Sera, tra squilli di tromba, che il governo Monti, tramite il ministro Riccardi (e mi rallegro con lui) ha trovato ben 86 milioni di euro da trasferire alle regioni per politiche a favore degli asili nido, anziani, ecc. Come mai allora, avendo stanziato, il dipartimento famiglia del governo Berlusconi, a me delegato, 100 milioni all’anno per le regioni con le stesse finalità, questa cifra era definita come una elemosina, una presa in giro, un nulla davanti alle esigenze delle famiglie? E che dire della affermazione dello stesso Corriere, che per la prima volta in Italia, un governo presenta un piano organico per la famiglia, omettendo di scrivere quello che Riccardi aveva detto con grande onestà intellettuale in conferenza stampa, e cioè che il piano è quello che elaborato e adottato dal governo Berlusconi, sul quale la conferenza stato regioni la scorsa settimana ha espresso un parere positivo?
VOLI DI STATO - Si potrebbe obiettare che si tratta comunque di opinioni, ma quando Sergio Rizzo scrive, plaudendo nel fondo di prima pagina del Corriere, che i Voli Blu dell’attuale Presidenza del Consiglio sono stati ridotti di oltre il 90%, a che numeri di risparmio fa riferimento? In cinque mesi del governo Monti, gli aerei del 31° storno a disposizione del presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidenti delle Camere, ecc., hanno volato per circa 500 ore mentre per lo stesso periodo sono stati stanziati fondi per farli volare per complessivo 2.500 ore. Bisogna infatti spiegare che gli aerei tenuti fermi sulla pista o in volo hanno sostanzialmente lo stesso costo, con l’eccezione del carburante, per spese già pagate, in questo caso sprecate, per obbligo di manutenzione, assistenza , addestramento piloti ecc. In sostanza si pagano aerei per tenerli fermi o farli volare vuoti e, nel frattempo, si acquistano biglietti aerei di linea per far partecipare ministri e collaboratori agli appuntamenti in Italia e all’Estero.
Sarebbe questo il modo per sanare il bilancio dello Stato?
