Cicchitto: Pazzesco affrontare la crisi a colpi di manovre restrittive

La nota del capogruppo del Pdl alla Camera

Fabrizio Cicchitto

La nota del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, in cui fa il punto sui principali nodi economici di attualita’.


"La questione piu’ seria non e’ determinata da dichiarazioni di qualche giorno fa molto parzialmente rettificate e in qualche caso addirittura peggiorate, ma dai drammatici problemi economici e sociali che stanno sul tappeto". "Il problema globale e’ quello posto da economisti come Glucksmann e Stiglitz che rilevano che e’ semplicenente pazzesco che una situazione economica gia’ di per se recessiva venga trattata a colpi di manovre economiche restrittive in primo luogo di natura fiscale. La questione riguarda l’Europa e in essa l’Italia.


Nel nostro Paese c’e’una miscela di problemi sociali messi in evidenza da Sandro Bondi, una spirale di tasse, recessione, deficit e ancor piu’ tasse. Non possiamo fare a meno di rilevare che tutta l’area sociale che fa tradizionalmente capo al centrodestra e’ sottoposta a bombardamento. A fine giugno questa nuova versione dell’Imu potra’ provocare tensioni assai serie. Giustamente Angelino Alfano in tutti questi giorni ha riproposto il problema costituito dall’iniquita’ derivante dai comportamenti schizofrenici dello Stato: uno Stato -sottolinea Cicchitto- assai veloce come esattore fiscale e assai lento per non dire peggio come pagatore dei propri debiti.


Per di piu’ tutti sanno benissimo che a livello internazionale gli interrogativi sul governo Monti non derivano dalle battute polemiche di qualche parlamentare, ma da ben altro: da come e’ stata gestita la vicenda dell’art 18 e della riforma del mercato del lavoro. A questo proposito siccome in parallelo con il Pd che ha sostenuto fino in fondo le posizioni della Cgil, noi a nostra volta teniamo conto di quelle di Rete Italia e della Confindustria, che esprimono le esigenze di milioni di piccoli imprenditori, commercianti, lavoratori autonomi, decisivi per l’occupazione e per l’eventuale crescita, facciamo presente che - fermo rimanendo il giudizio di fondo che verra’ espresso a tempo debito dal segretario del partito Alfano e dal gruppo del Pdl del Senato - che sulla flessibilita’ in entrata per quello che leggiamo ancora non ci siamo e che i diktat del ministro Fornero non risolvono di per se’ la questione. Infatti non vogliamo che un provvedimento partito per favorire l’occupazione grazie ad una ragionevole flessibilita’ si risolva nel suo opposto".

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