Berlusconi: Non sono convinto che si arriverą nel 2013, ma non saremo noi a far cadere il governo

Brani del colloquio con il Corriere della Sera

Silvio Berlusconi


“La politica tedesca non riesce a immaginare una Germania europeizzata. Mira invece a un’Europa germanizzata.Ma questa linea alla lunga rischia di portarci al disastro”.

“Non si può morire di rigore. Contro il suo rigore ho sempre fatto blocco a Bruxelles insieme ad altri capi di Stato e di governo, quando ero presidente del Consiglio. La Germania sta approfittando di tutti noi. Con i suoi bund all’1% si finanzia a un costo bassissimo, facendo pagare agli altri - Italia compresa - il costo della linea del rigore a oltranza”.

“Ad Atene la situazione non sarebbe precipitata se si fosse intervenuti per tempo. Invece, il ritardo nell’opera di salvataggio e le misure di rigore che hanno innescato una spirale recessiva, hanno provocato il dramma. E difficile immaginare che in Grecia la situazione sia ancora risolvibile, o piuttosto ipotizzare un percorso che porti i greci verso una politica economica libera dai vincoli europei e dunque sganciata dall’area della moneta unica.”

“Quanto sta accadendo dovrebbe spingere i paesi membri dell’Ue a muovere su Bruxelles per denunciare gli errori. Non posso dire quello che davvero penso. Tuttavia il senso di responsabilità ci impone di continuare a sostenere il governo. Le elezioni oggi sarebbero il male peggiore. Non sono convinto che si arriverà nel 2013 ma non saremo noi a provocare le eventuali elezioni anticipate”.

“Ha fatto bene Angelino Alfano a denunciare il comportamento sleale di Pier Luigi Bersani su un provvedimento - quello dell’anticorruzione - che porta peraltro la mia firma». C’è tra i Democratici chi cerca di provocarci, ma non ci cascheremo. Vorrebbero che mettessimo in crisi il governo sulla giustizia. È vero che è stato disatteso il patto, che l’esecutivo non ha portato avanti di pari passo la riforma delle intercettazioni, come aveva garantito. Comunque noi non cadremo nel tranello. Figurarsi... Ci verrebbero tutti addosso”.

“Non dobbiamo fare il gioco di Bersani. Primo perché nella situazione attuale, con il disastro della Lega e con Casini che non ha ancora deciso cosa fare, è convinto di vincere. Secondo perché, se si andasse alle elezioni in autunno, non dovrebbe fare le primarie, che lui teme - e a ragione - visto che non ne uscirebbe vincente”.

“Non chiamate il centrodestra il campo dei moderati. È il campo degli incazzati. Siamo tutti incazzati. Non ci sono più moderati. L’unico forse a sentirsi ancora un moderato sarà Casini. Probabilmente però, guardandosi allo specchio la mattina e vedendosi invecchiato, anche Pier si incazzerà”. (Nel contesto ironico di una battuta, ndr)

“Alfano ha con sé tutto il gruppo dirigente, e il mio personale sostegno. Lui sa che siamo legati da un vincolo indissolubile di affetto e di fiducia reciproca. Ci stiamo guardando intorno. Di sicuro per il futuro servirà gente nuova e capace”.

“A Casini ricordo che io di passi indietro ne ho fatti due. Da capo del partito prima e da capo del governo dopo. Nè intendo ricandidarmi a premier. Dai sondaggi risulto che ho il maggior apprezzamento tra i leader europei “

“No, no. Non mi proporrò più da primo ministro. Magari da ministro dell’Economia. Scherzo...”.
 
Silvio Berlusconi, Corriere della Sera, 19 maggio 2012

 

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