Roccella: Bagnasco sottolinea la centralità dell'etica della vita
La prolusione all'assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana

Ancora una volta il Cardinale AngeloBagnasco ricorda e sottolinea la centralità dell’”etica della vita”, nella sua prolusione all’assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana. Nel periodo difficile che stiamo attraversando, troppo spesso segnato da eventi drammatici, non si può che ripartire da una visione antropologica che ha al suo centro la persona, in una comunità di relazioni stabili e calde.
Giustamente il Cardinale ha sottolineato il vulnus che si aprirebbe con l’eventuale introduzione sia di istituti che “consacrino la precarietà affettiva “, come alcune forme di riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, che del cosiddetto “divorzio breve” (su cui si è aperta la discussione generale alla Camera dei Deputati), così come ha ricordato che dire no all’eterologa, per il legislatore, ha significato dire no a figli con “tre genitori”, per cui le figure paterne e materne sono frammentate e labili. Pacs, divorzio breve ed eterologa sono istituti che, una volta ammessi nel nostro ordinamento giuridico, rendono “più fragili i legami sociali”, perché rendono più fragili la famiglia.
La certezza, la durata e la stabilità dei legami, sono connaturate alla genitorialità, e non sono solo legate ai desideri individuali. La stabilità insita nell’impegno matrimoniale è qualcosa che va culturalmente valorizzato e promosso e che è anche una risorsa economica e sociale.
