Cicchitto: Falcone fu contestato da sinistra

Ventesimo anniversario della strage di Capaci

Fabrizio Cicchitto

"Giovanni Falcone ha rappresentato il decisivo punto di svolta nei rapporti fra lo Stato e la mafia, prima di lui caratterizzati da una complessa convivenza. Falcone - e con lui Borsellino - ha emblematicamente segnato un salto di qualità sia nella lotta alla mafia, sia nella risposta della mafia a questo nuovo tipo di azione giudiziaria contro di esse che non a caso è arrivata fino alle stragi di Capaci e di Via d’Amelio". 

Lo ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera in occasione dei vent’anni dalla strage di Capaci. Da Cicchitto non sono mancati toni polemici nei confronti della "sinistra e di Magistratura democratica che contestavano Falcone per la sua profonda autonomia da ogni strumentale disegno politico" e questo "per respingere operazioni di ipocrita annessione o di cancellazione della memoria storica.


Il 23 Maggio del 1992 furono trucidati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la sua scorta Falcone e’ un punto essenziale di riferimento per la democrazia e la legalita’ nel nostro Paese. Paradossalmente egli dovette fare i conti con due tipi di contestazione: quella di quegli ambienti politici e della magistratura che usando un eufemismo, possiamo dire che avevano un atteggiamento di neutralita’ nei confronti della mafia e quello di una parte della sinistra e di Magistratura democratica che lo contestavano per la sua profonda autonomia da ogni strumentale disegno politico. Gli attacchi di Leoluca Orlando e di Pizzorusso sull’Unita’ e il pronunciamento di Elena Paciotti a favore di Meli sono nella memoria di tutti, cosi come sul lato opposto la generosa e irrituale orazione della Boccassini in un’assemblea della magistratura. Diciamo tutto cio’ per respingere operazioni di ipocrita annessione o di cancellazione della memoria storica".

 

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