Formigoni: Sconfitta la campagna di delegittimazione

Respinta la mozione di sfiducia discussa in Regione Lombardia

Roberto Formigoni

L’intervento del presidente della Regione Lombradia pronunciato il 6 giugno 2012

Caro Presidente, Cari Consiglieri, 

avendo assistito oggi a tutto il dibattito posso dire che a stretto rigore questo mio intervento non sarebbe neppure necessario, perché già i Consiglieri di maggioranza che sono intervenuti, in maniera molto chiara, molto precisa e molto forte hanno spiegato punto per punto il perché della nostra posizione, argomentato con fatti e non con parole il motivo per il quale noi riteniamo che sarebbe un grave danno per la Regione Lombardia e per i suoi cittadini portare oggi ad una crisi di Governo, destinata a durare dei mesi, la Regione guida d’Italia.
Non mi sottrarrò al dovere di parlare. Però, permettetemi innanzitutto, e lo faccio veramente di cuore, di complimentarmi con ciascuno e con tutti i Consiglieri e gli Assessori del Popolo della Libertà e della Lega Nord per i loro interventi.
Chi ha ascoltato avrà potuto apprezzare la loro qualità e preparazione.
Chi ha ascoltato, e mi auguro anche al di fuori di coloro che sono i componenti di quest’aula, avrà visto con i propri occhi che una classe dirigente del Centrodestra, del Popolo della Libertà e della Lega Nord esiste, perlomeno qui in Regione Lombardia.
Grazie, dunque, innanzitutto a voi, Colleghi di maggioranza, per la qualità dei vostri interventi e la testimonianza che avete dato.
Ai Colleghi del Centrosinistra. Ripercorrerò brevemente alcune considerazioni, che torno a dire sono state già lungamente illustrate. Essi parlano, nella loro mozione, e hanno parlato nei loro interventi di una Amministrazione regionale in stallo. Veramente vien da chiedersi: Colleghi del Centrosinistra, in che mondo vivete? E ci credete veramente a questa affermazione? Io mi rifiuto di credere che voi ci crediate veramente. Vi faccio troppo intelligenti, troppo capaci di ascoltare il terreno e il rumore che esso trasmette per pensare che veramente voi possiate ritenere che in questo momento l’Amministrazione di Regione Lombardia non stia facendo fino in fondo non dico tutto ciò che sarebbe possibile fare, ma il possibile e l’impossibile per rispondere ad una crisi che ha gravità eccezionali e che non ha eguali nei tempi passati. 


Certamente la nostra azione non è perfetta. Certamente non riusciamo a venire incontro e a dare risposte a tutti i cittadini, le aziende, le situazioni che chiedono un intervento di Regione Lombardia, e non soltanto di Regione Lombardia, anche del Governo nazionale, anche della Comunità europea. Ripeto, i Colleghi hanno detto con chiarezza la mole di provvedimenti che la Giunta e che il Consiglio hanno varato in questi ultimi mesi e tutti vanno nella direzione giusta.
Permettetemi di ricordarli brevissimamente. Nel campo del lavoro i cinquecento milioni di euro dati alle imprese. La nostra è l’unica regione italiana che sta distribuendo risorse per facilitare il credito alle nostre aziende. I tempi di pagamento portati a due mesi. Siamo largamente primi rispetto a qualunque altra Amministrazione. Ma voi cosa credete che i cittadini chiedano ad una Amministrazione se non che questa Amministrazione cerchi di dare loro una mano nel risolvere i loro problemi quotidiani. Le risoluzioni che siamo stati capaci di mettere in campo, certo con il concorso dei Sindacati, delle parti datoriali, le risoluzioni di alcune situazioni di crisi, dalla Indesit alla Cartiera Pigna, ad altre situazioni attraverso il metodo RAID o attraverso le lunghe ore trascorse dai nostri Assessori ai tavoli di mediazione.
Certo, non tutte sono state risolte, ma credo che nessuno al di fuori di quest’aula ci faccia colpa di ciò che, nonostante tutti i nostri sforzi, non siamo riusciti a risolvere. E invece giungono apprezzamenti per quello che siamo riusciti a fare.
Ancora, le doti lavoro e sul versante sociale il “fattore famiglia”. Volevamo fare una sperimentazione per una quindicina di Comuni: invece sono quasi duecento i Comuni che hanno chiesto di fare questa sperimentazione.

Il Fondo Nasko, attraverso il quale, come veniva ricordato recentemente, abbiamo dato la possibilità a duemilaquattrocento donne che per motivi economici avrebbero scelto l’aborto di non abortire, perché aiutate dai nostri volontari dei Centri di aiuto alla vita e dei Consultori e dai fondi messi a disposizione da Regione Lombardia.
I provvedimenti che abbiamo preso in sanità, e sto citando solo quelli degli ultimissimi mesi: la presa in carico integrale dei malati cronici, il contributo per i malati di SLA portato da cinquecento euro mensili a duemilacinquecento euro mensili, la riforma del pronto soccorso per tagliare le code, il grande straordinario progetto della Città della Salute che stiamo mettendo in piedi e che realizzeremo, nonostante vogliamo farlo in collaborazioni con Giunte che non tutte sono un fulmine di guerra. E non sono i nostri amici di partito a governare codeste Giunte.
Sul fronte della casa: il Patto per la casa, il Fondo salva affitti, il Fondo salva mutui.
Sul versante delle infrastrutture: l’apertura con otto mesi di anticipo della terza corsia della Milano-Como, il servizio di miglioramento ferroviario attraverso TreNord. È perfetto? No! Ma se i nostri cittadini vanno nelle altre Regioni tornano festanti in Regione Lombardia, perché capiscono qual è la differenza e capiscono come è difficile oggi farci carico anche di una disfunzione del servizio statale. Ma noi l’abbiamo fatto mettendo la nostra faccia. E del cambiamento in positivo i cittadini cominciano a rendersi conto. 

La riforma dei trasporti, le grandi opere che procedono perfettamente in tempo, BreBeMi, Pedemontana, TAM, Alta Velocità. La stessa costruzione, e qui lo so di toccare un punto sensibile per tanti esponenti della nostra opposizione, soprattutto per tantissimi esponenti di quella stampa ostile che non riesce a mandare giù questo “rospone”, di un Palazzo che non è la celebrazione del super-ego di qualche Presidente. Presidenti si è pro tempore, ma ciò che si realizza rimane, forse non per sempre ma per un lungo periodo. La realizzazione di quel Palazzo Lombardia che ci permette di risparmiare ogni anno sei milioni di euro, perché costa meno rispetto alle ventuno sedi che prima avevamo in affitto e che ci facevano spendere ventisei milioni all’anno. Con questo Palazzo Lombardia la quota di ammortamento è di venti milioni all’anno: sono sei milioni di politiche attive messe negli aiuti alla famiglia e negli aiuti agli anziani.
In più tutto quello che stiamo facendo sul versante della semplificazione, la trasparenza, la Lombardia Digitale, l’Open Data, la messa a disposizione delle nostre aziende della banda larga, prima Regione in Italia, della banda ultra-larga, primissima Regione in Italia.
Ecco perché dico, Colleghi del Centrosinistra, che realmente parlare di una Amministrazione in stallo non corrisponde alla verità, alla pura verità dei fatti.
Secondo voi, e questa è la seconda argomentazione con la quale voglio rispondere, noi avremmo la maggioranza soltanto in quest’Aula, la Lombardia reale ci avrebbe voltato le spalle, e questo per la recente competizione amministrativa che ha riguardato qualche punto percentuale dei nostri Comuni, significativo per carità, ma dove c’erano in lizza non l’Amministrazione regionale bensì dei Sindaci, e voi sapete in quali condizioni di difficoltà del Centrodestra. Voi del Centrosinistra avete vinto in molte di queste competizioni, chapeau! 

Ma attenzione, amici del Centrosinistra, a non farvi delle illusioni riguardo alla lettura distorta di questi risultati.
Torno a dire, la Lombardia reale ci avrebbe voltato le spalle e avremmo la maggioranza soltanto in quest’Aula? Una volta di più mi viene da chiedere: ma in che mondo vivete! Ma voi le ascoltate le categorie economiche, sociali e produttive e i loro rappresentanti? Mai come in questo periodo, mai come di fronte alla crisi noi abbiamo messo in campo momenti di cooperazione, tavoli di concertazione e di consultazione, intese, accordi, protocolli con tutti i mondi della società. Praticamente in ciascuna di queste mille e mille occasioni il mondo lombardo ci ha risposto positivamente, testimoniando la qualità della nostra azione e la soddisfazione per la nostra azione. Guardate, qui ho un pacco di citazioni alto così. Non ve le cito tutte, ma sono quelle degli ultimi due mesi, dai Rettori delle Università della Lombardia che, dopo l’incontro del mese di maggio con Decleva, Presidente dei Rettori, hanno sottolineato il cammino positivo che è stato svolto tra Università e Regione Lombardia e i risultati concreti ottenuti grazie al lavoro fatto insieme. 

“Tra le Regioni e le Università - dice Decleva - si è realizzata una rete di raccordo effettiva e non formale”. Oppure Confapi Industria con Franco Colombo, Presidente: “Nella crisi Regione Lombardia si sta muovendo con rigore senza tralasciare il sostegno all’economia regionale”. Sono tutte frasi virgolettate. C’è la data e c’è l’occasione in cui le hanno pronunciate. Oppure Confagricoltura Lombardia che “esprime il proprio apprezzamento per il sostegno che la Giunta della Regione, presieduta da Formigoni, ha sempre garantito al comparto agricolo e l’attenzione che ha sempre riservato alle esigenze espresse dalle aziende”. Parere raddoppiato dalla Confederazione Italiana Agricoltori, con Mario Lanzi, che “invita a evitare speculazioni politiche che al sistema economico non interessano; siamo preoccupati perché Formigoni è un punto di riferimento per le problematiche del settore agricolo”. Triplicata dalla Coldiretti regionale, che con Ettore Prandini, Presidente, dice: “La Lombardia ha sempre avuto un ruolo importante e lo ha quest’anno con gli anticipi del pagamento della PAC; constato che a livello nazionale nelle politiche agricole la Lombardia è la Regione più efficiente”. E potrei continuare con il Presidente delle Camere di commercio lombarde, Francesco Bettoni: “La collaborazione tra Regione e Camere di commercio è un esempio di cooperazioni istituzionali virtuose, unico nel contesto nazionale; preziosissima ed efficace per il sistema delle nostre piccole e medie imprese”. 


Confartigianato Lombardia, il Presidente regionale Merletti: “Formigoni ci ha sostenuto; il resto è propaganda. Il modello Lombardia è quello che costa meno. Formigoni ha governato in modo saggio. Formigoni ha saputo coinvolgere gli imprenditori”. Oppure i responsabili dell’Osservatorio sui diritti dei minori, che sono anche consulenti della Commissione parlamentare per l’infanzia, con Antonio Marziale: “Le leggi regionali sulla famiglia pongono la Regione Lombardia in testa a livello europeo in tema di tutela dell’infanzia in tutte le sue fasi, a partire dalla gestazione. Il merito di tale realtà è da riconoscersi indubbiamente ad un ventennio di politiche che alla luce dei fatti non può che essere giudicato positivamente e da ricondurre al Governo Formigoni”. E poi la Presidentessa delle Associazioni Genitori Scuole Cattoliche e poi Confindustria Lombardia, che con il Presidente Barcella esprime, nel momento in cui abbiamo approvato il provvedimento “Cresci Lombardia”, la propria valutazione positiva sulla legge regionale. E il Presidente Carlo Sangalli di Confcommercio, che dice che “la legge su crescita e sviluppo approvata da Regione Lombardia è un provvedimento che contiene importanti basi”. E poi ancora il Movimento Cristiano dei Lavoratori e poi Umberto Veronesi, Presidente dell’IEO: “Il modello sanitario lombardo ha reso possibile la nascita di centri di eccellenza che sono punti di riferimento per migliaia di malati provenienti da tutta Italia”. E Dompé, già Presidente di Farmindustria: “Il sistema sanitario lombardo sale sul podio non solo per la qualità delle cure ma anche per la gestione finanziaria”. E poi Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto Mario Negri, Giorgio Grassani, Presidente dell’Istituto di Antropologia per la cultura della famiglia e della persona, e tanti altri osservatori internazionali. Anche di questo ho una raccolta molto ampia, dal professor Solomon della John Hopkins University degli Stati Uniti a Phillip Blond, Consigliere politico di David Cameron. 

Insisto, questa è la Lombardia che noi ascoltiamo. Questi sono i segnali profondi che ci trasmettono il senso di una regione che in tutte le sue componenti è in dialogo quotidiano con le strutture di Regione Lombardia, concorda le politiche, concerta i nostri Tavoli, come stiamo facendo da anni, fin da subito, dai Tavoli del Patto per lo sviluppo, al Tavolo Verde, al Tavolo dei Trasporti, al Tavolo degli utenti dei vari servizi.
Questo è il metodo che, basandosi sulle virtù dei lombardi, il nostro Governo ha saputo rendere eccellente in questi anni. È vero che la forza principale è dei nostri cittadini lombardi. Non è una scoperta che fa oggi qualche Consigliere d’opposizione. Governare la Lombardia, per mia esperienza personale, è un’avventura straordinaria proprio perché si ha a che fare con uomini, con donne, con associazioni, con famiglie, con imprenditori, con categorie forti, determinati, fieri delle loro qualità. Ma il Governo regionale si è sintonizzato su queste qualità dei nostri cittadini, ha lavorato con loro, e continuerà a farlo.
Veniamo allora alle politiche. Perdonate un passaggio soltanto, dato che qualche intervento lo ha citato, sulla persona del Presidente Formigoni. 

Le querele che ho rivolto... É stato detto che altri all’estero si sono dimessi. C’è una differenza fondamentale: gli altri dell’estero hanno riconosciuto che erano giuste le contestazioni che venivano loro rivolte; a me le contestazioni che sono state rivolte non corrispondono a verità.
Ho detto in questi giorni che cosa ho fatto in questi anni di tutto ciò che mi viene attribuito, quello e solo quello. Quando mi viene attribuito, come in questi giorni mi è stato attribuito, una quantità enorme di cose che non ho fatto, mi oppongo e mi opporrò. Sono il primo difensore della libertà di stampa! Ma la libertà di stampa ha un limite invalicabile nella verità. Il rapporto tra stampa e verità è fondamentale.
D’altra parte, vi siete chiesti come mai di fronte a tutto quello che è avvenuto in questi mesi, di fronte a tutto quello che mi hanno e ci hanno rovesciato addosso di accuse, di insulti, di inchieste giornalistiche e televisive, tonnellate di articoli, che avrebbero abbattuto non dico un bufalo ma una mandria di bufali, come mai ho resistito e abbiamo resistito? Perché quello che mi viene e ci viene contestato non è vero. E io porterò avanti questa battaglia di verità in tutte le sedi perché, evidentemente, non posso permettere che sia infangata la figura della mia persona in quanto persona, e tantomeno posso permettere che sia infangata la figura della mia persona come Presidente di Regione Lombardia e responsabile dell’azione che ho condotto in questi diciassette anni con i miei alleati, con i miei Assessori, con i miei Consiglieri.


Allora veniamo al succo politico della vicenda. E allora perché questa mozione? Forse una lettura maliziosa che guardi anche alla realtà delle altre Regioni porta a dire che, nel momento in cui il novembre scorso è riuscito il colpo di abbattere il Governo Berlusconi-Bossi, in quel momento dentro il Centrosinistra e in particolare dentro il Partito Democratico si è fatta avanti la consapevolezza, io dico l’illusione, di poter cercare di dare la spallata definitiva all’alleanza PdL-Lega e al rapporto di Governo del Centrodestra. Tant’è vero che a partire dal 18 novembre 2011 a oggi i Gruppi del Partito Democratico in tutte le Regioni governate dal Centrodestra hanno chiesto le dimissioni dei loro Presidenti. Sarà un caso, sarà una coincidenza, ma a partire dal 18/11/11, quando sono state chieste le dimissioni del Presidente Chiodi, in sei mesi fino a maggio, tutti i Presidenti del Centrodestra si sono visti recapitare richieste di dimissioni. 

Ovviamente questa azione ha visto come protagonista non soltanto il Partito Democratico e i suoi alleati a vario titolo, ma è stata condotta con grande dispiegamento di mezzi, utilizzando anche delle legittime inchieste della Magistratura, ma stravolgendole  nel contenuto, amplificandone all’eccesso quelle che erano mere ipotesi e tentando di rovesciare addosso una valanga di fango, di menzogne, di accuse, di processi, per cercare di dare la spallata definitiva, dopo essere riusciti a dare la spallata al Governo Berlusconi-Bossi, alle altre Amministrazioni di Centrodestra, a partire evidentemente dall’Amministrazione più importante, che è quella di Regione Lombardia.
Questo è il senso della mozione, amici e Colleghi del Centrodestra. Per questo è arrivato l’ordine da Botteghe Oscure, che non c’è più, ma nell’anima e nello spirito c’è ancora, e voi lo sapete! 

Hanno presentato la mozione di sfiducia pur se illustri opinionisti del loro schieramento sconsigliavano loro di farlo. Colleghi del Centrosinistra, capisco che forse qualche sindacalista trinariciuto insisteva perché voi presentaste la mozione contro “l’orrido Formigoni”. Ma non le avete lette le dichiarazioni di Bassetti, di Tognoli, di Veronesi, dello stesso Casson, di tanti altri opinionisti che vi sconsigliavano dal fare questo gesto sconsiderato?
Libertà di scelta. La Regione Lombardia è la Regione della libertà di scelta, e il PD ha liberamente scelto di presentare questa mozione.
Mozione di sfiducia. E qui vengo a toccare un altro tema che già altri Colleghi hanno toccato, per cui cercherò di essere breve. In genere si propone una mozione di sfiducia per proporre un’alternativa di governo. Colleghi di Centrosinistra, qual è l’alternativa di governo che in questi mesi voi avete elaborato per cercare di sostituire il nostro Governo di Regione Lombardia?
Consigliere Santantonio, ha ragione lei: nella sanità si può sempre fare di meglio, certamente. E noi siamo intenzionati in questa direzione, e se avrete proposte da farci come sempre le ascolteremo. Però, cominciamo a osservare che si può fare meglio, ma nelle altre Regioni si fa peggio. Cominciamo a osservare che anche nella Toscana, che sembrava l’ultima Regione rossa non toccata da scandali, lo scandalo nella ASL di Massa ha portato alla luce un buco di duecentosettanta milioni di euro. Scusate, duecentosettanta milioni di euro di denaro pubblico certamente mandato all’ammasso. Mentre in Regione Lombardia non c’è un euro di denaro pubblico che sia stato dissipato, perché le vicende San Raffaele e Maugeri sono tutte avvenute all’interno di rapporti tra privati. Non c’è un euro. Perché se ci fosse un euro dopo un anno di indagini la Magistratura qualche avviso di garanzia o al Presidente o a un Assessore o a un Dirigente o a un dipendente o a un commesso di Regione Lombardia l’avrebbe ben mandato! Ma dopo un anno di inchieste, nonostante lo schiumare di rabbia di tanti articolisti che invocano l’avviso di garanzia, non è arrivato a nessuno. 


Questo perché nessun atto contrario alla legge è stato compiuto in Regione Lombardia. La Giunta di Regione Lombardia non è sottoposta ad alcuna contestazione dopo un anno di indagini.
Consigliere Cavalli, capisco che anche a lei dia fastidio questa verità, ma nessuno di Regione Lombardia è sottoposto a indagini. Per il San Raffaele e la Maugeri non c’è stato un solo euro di denaro pubblico distratto. Si dovrà vedere se qualche cosa è accaduto all’interno di quelle aziende private. Ma Regione Lombardia non ha compiuto nessun atto illegale.
Dicevo, non ho sentito avanzare una proposta di alternativa di governo. Consigliere Civati, la sua iniziativa è stata emblematica. La sua iniziativa ci ha fatto capire che cosa volete: il tema della sedia. È il tema fondamentale per voi, come no! Però, dovrà anche spiegarmi, dopo aver rottamato il PD, che cosa farà e dopo aver conquistato la sedia che cosa intenderebbe fare, posto che riesca a conquistarla, e io non lo credo, perché credo che anche nel 2015 questa alleanza vincerà in Regione Lombardia dopo altri tre anni di buongoverno come quello che abbiamo fatto fino adesso.


Il tema della sedia l’avete sollevato con grandissima chiarezza; più in là della sedia non siete andati. Sono passati dei mesi, avete promesso delle proposte, delle iniziative. Nulla abbiamo sentito pur abbassando l’orecchio sul pavimento e pur ascoltandovi ogni giorno in questo Consiglio regionale.
Voglio dire che un paio di mesi fa c’è stata anche un’iniziativa di un gruppo di Consiglieri del Partito Democratico che, attraverso una lettera al Corriere della Sera, aveva portato avanti questa idea di fare delle proposte per il Governo. A queste iniziative sono e siamo interessati, come sempre siamo stati interessati. Qualcuno ha ricordato che nella scorsa Legislatura la maggioranza ha scelto di condividere con voi alcune scelte istituzionali di altissimo profilo, dalle proposte sul federalismo differenziato a quelle sul federalismo fiscale, a quelle dello Statuto. Quando arriveranno proposte su qualunque argomento da parte di qualunque membro dell’opposizione, noi saremo pronti a confrontarci perché questo è il nostro metodo e continuerà a esserlo. 


Allora voglio chiudere. Voglio chiudere perché per noi, perlomeno per noi della maggioranza, questa giornata non vuole essere soltanto il momento in cui respingiamo una inutile, come abbiamo dimostrato, e vuota proposta di sfiducia, ma vogliamo comunicare ai cittadini che noi dalla giornata di oggi intendiamo, attraverso i “no” che saranno dati a questa mozione di sfiducia, confermare il nostro impegno a continuare a governare la Regione.
L’impegno - lo ribadisco - è quello di continuare a governare insieme la Regione fino alla sua scadenza naturale, fino al 2015, con un programma di governo che realizzi quello che ci siamo impegnati a fare presentando le nostre proposte nel 2010, approvate dai cittadini, e con una serie di modifiche ulteriori che facciano fronte alle nuove condizioni che si sono create. Sì, noi vogliamo fare di più per i prossimi tre anni di quello che abbiamo fatto fino ad adesso. 


Ci prepariamo a presentare in sequenza, in questi mesi che abbiamo davanti, già prima dell’estate, una serie di proposte di cambiamento per venire incontro, in maniera ancora più significativa se ce la faremo, alle esigenze dei nostri cittadini, quindi dalla tematica del lavoro, fondamentale, dove vorremmo attuare i percorsi di ingresso per i giovani, alla revisione della rete dei servizi al lavoro, allo sviluppo della contrattazione di secondo livello, ad un nuovo sistema di accreditamento dell’eccellenza scolastica, nel campo del sostegno alle imprese, ulteriore riduzione dei tempi di pagamento, nuovi strumenti per l’accesso al credito, nuovo sostegno all’internazionalizzazione.
Metteremo in campo - questo è forse uno dei lavori più impegnativi, in cui ci stiamo cimentando in queste settimane, assieme a tutte le forze che sostengono la Giunta - una nuova riforma della sanità, per fare ulteriori passi avanti in una linea di appropriatezza, di integrazione socio-sanitaria assistenziale, di messa a regime del CReG, di ridefinizione del ruolo delle ASL e dell’articolazione territoriale dei servizi e un nuovo sistema di welfare, perché quello vecchio non funziona più. Ce l’hanno detto anche dall’Europa. Ce l’ha detto anche Mario Draghi. 

Parlo di un nuovo sistema di welfare responsabile e compartecipato, di nuove modalità di programmazione dei servizi socio-sanitari, di modalità più eque e responsabili per l’erogazione dei servizi.
Poi daremo, o cercheremo di dare, risposte innovative alla domanda di abitare. Andremo a stimolare l’attrattività degli investimenti e l’attrattività turistica. E certamente faremo quello che il Presidente Galli stamattina opportunamente ha richiamato: porteremo avanti fino in fondo la battaglia determinata perché si attui nel nostro Paese, finalmente, una riforma vera fondata sul federalismo.
Noi vogliamo più autonomia per Regione Lombardia e per le Regioni che la meritano, fino all’autonomia fiscale. Noi vogliamo essere al fianco dei nostri Comuni nel superamento del patto di stabilità che oggi li sta strangolando.


Caro Presidente, Carissimi Colleghi, potrei andare avanti ancora, nel senso che il nostro lavoro di queste settimane e di questi mesi ha messo in forno molti e molti panieri di proposta. Molto lavoro c’è da fare, ma lo presenteremo nelle prossime riunioni di Giunta.
Nella Giunta che terremo stasera avremo la possibilità di fare un primo stanziamento di trenta milioni di euro per i nostri concittadini terremotati.
Vogliamo venire incontro da subito all’esigenza di questi nostri concittadini. Attraverso il lavoro della Giunta e attraverso il lavoro del Consiglio regionale porteremo avanti il nostro impegno a servizio dei nostri cittadini, a servizio del bene comune.
Come vi ho detto, siamo disposti sempre al confronto, ma non siamo disposti a subire nessuna delegittimazione e nessuna denigrazione.
Grazie a tutti voi.

 

 

 

Altre notizie