Mantovano: A Milano sentenza sconcertante sulle nuove Br

Sconcerta leggere i passaggi della sentenza della Corte d'assiste d'appello di Milano

Alfredo Mantovano

"Con tutto il rispetto per le decisioni giudiziarie, é sconcertante leggere i passaggi della sentenza della Corte d’assiste d’appello di Milano, con i quali si motiva l’esclusione della finalità terroristica per gli appartenente alle nuove Br".
 
Lo ha affermato Alfredo Mantovano, deputato del Pdl, che ha spiegato: "Per i giudici é certo (riporto fra virgolette quanto scrivono): a) che gli imputati avevano ’obiettivi ’di elezione’, funzionali ad attivare meccanismi di coesione di classe e di eventuale emulazione’; tradotto: sceglievano con cura le vittime da colpire (prima il prof. D’Antona, poi il sen. Ichino) con gesti che, nella loro logica perversa, fossero tali da mobilitare le masse; b) avevano un progetto ’eversivo e sovversivo’, teso a destabilizzare ’le fondamentali strutture politiche economiche e sociali dello Stato’; c) il loro ’delittuoso disegno eversivo traspare in modo palese" dai progetti di attentati e dal ’foglio clandestino’ che usava il Pcp-m". 

Eppure. sottolinea il nostro deputato, "per gli stessi giudici tutto questo non é sufficiente a configurare il delitto di associazione con finalità di terrorismo, poiché quella dei brigatisti era ’violenza generica e non terroristica’ (sic) e le armi erano da loro utilizzate ’per fare politica e non per fare la guerra’ (sic)". "Sembra di tornare indietro di quarant’anni, quando non si aveva ancora idea di che cosa fosse il terrorismo: manca solo che le Brigate rosse siano definite ’sedicenti’, e il quadro é completo! Spesso si imputa alla politica di non scegliere, e di frequente la critica é fondata; ma, sulla lotta al terrorismo e sugli strumenti normativi per contrastarlo, la politica c’e’ stata e ha dato risposte chiare nel corso degli anni. Dalla Corte d’assiste d’appello di Milano arriva una scelta in controtendenza e in opposizione al più elementare buon senso".

 

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