Comi: Il vento zapaterista da Milano soffia verso Varese

La proposta di mettere sullo stesso piano le coppie di fatto alle famiglie Ŕ un 'cupo azzardo'

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“La proposta di mettere sullo stesso piano le coppie di fatto alle famiglie è un ‘cupo azzardo’, è sbagliata ed è anche anticostituzionale visto che la stessa Carta (articolo 29) riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Io sto dalla parte di Cosentino e dei consiglieri del Pdl che dicono no alla mozione presentata dai consiglieri di Sel e del Pd e in alternativa hanno proposto un’estensione del quoziente familiare ad altri servizi comunali. Vogliamo più famiglia e non sosteniamo una visione di famiglia al ribasso, non ci interessa svenderla in saldo”.

Lo ha affermato il coordinatore del Pdl di Varese ed europarlamentare, Lara Comi, in merito alla mozione presentata da Sel e Pd, e in discussione il prossimo 12 luglio, con la quale si chiede al Comune di Varese di riconoscere le coppie di fatto ed equipararle alle famiglie per l’accesso ai servizi.

“Solo qualche settimana fa Papa Benedetto XVI, accolto calorosamente a Milano da un milione di persone, ci ha ricordato che c’è una sola famiglia, quella tradizionale. Esistono dei valori fondanti della nostra società, che  ‘non sono negoziabili’ e il Pdl crede nel rispetto di quei principi, che poi sono quelli che il Ppe sostiene in Europa. Principi alternativi alla deriva zapaterista il cui vento da Milano soffia verso Varese .

Rimaniamo convinti che la famiglia sia l’unione naturale tra un uomo e una donna. E non si possa pensare che qualsiasi orientamento sessuale possa essere alla base di un’istituzione familiare. Né tanto meno che una mera unione di fatto possa vedersi riconosciuti pari benefici e agevolazioni nell’accesso ai servizi comunali. La convergenza sui valori non negoziabili è la prima colonna del Ppe,  modello della casa comune dei moderati. E mi auguro che su questo punto i tanti amici cattolici che stanno in schieramenti di centrosinistra facciamo sentire la propria voce”. 

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