Scajola: Per la Grecia priorità alla costruzione di una rete sociale anti estremismi

L'intervento sulla rivista online Caravella.eu

scajola

“Saranno i greci a decidere se rimanere nell’eurozona oppure tentare una via nazionale per uscire dalla profonda crisi in cui il paese è piombato dal 2009. Qual che sia la scelta, la strada da percorrere è irta di asprezze e sacrifici: tanto per la popolazione greca, che si trova a pagare il conto della dissennata gestione politica ed economica degli ultimi decenni, quanto per il resto dell’Europa, che dovrà evitare non solo il diffondersi della crisi, ma soprattutto il frantumarsi del suo grande progetto di unione economica, monetaria, e politica, avviato 55 anni fa col Trattato di Roma. È quindi responsabilità di tutti continuare a dar prova di spirito di collaborazione per sostenere la Grecia nello sforzo di restare al passo con l’Europa”.  Lo ha scritto sulla rivista online Caravella.eu Claudio Scajola nella sua rubrica ‘la Bussola’.

“La Grecia – ricorda Scajola – ha tratto beneficio dalla moneta unica. Dall’ingresso nell’eurozona (2001) all’inizio della crisi nel 2008, il suo reddito pro-capite è cresciuto di oltre il 63%, una performance straordinaria, più che doppia di quella dell’Italia. Ma dal 2008 al 2011 è crollato del 10%, che per i greci rappresenta un brusco risveglio alla dura realtà di dover tornare a vivere per lunghi anni entro i limiti delle proprie risorse, con il corollario di minori investimenti e disoccupazione crescente. Per qualsiasi società è duro accettare un rapido e generalizzato abbassamento del tenore di vita, perdita di tanti posti di lavoro, impoverimento di ampie fasce della popolazione. Ed è ancor più duro se anche le prospettive sono di un futuro di sacrifici, perché il sistema economico-sociale della Grecia non ha quella capacità di aggiustamento di fronte alla crisi, che caratterizza le economie dinamiche”.        

“In una situazione di esorbitante indebitamento la permanenza in un euro fatto soprattutto di rigore non deve essere assunta a feticcio per il quale sacrificare la sopravvivenza di interi strati della popolazione. È più importante aiutare il paese a portare avanti l’amara fase della transizione verso un modello di società ed economia dinamica ed avanzata, in particolare sostenendo la formazione di una rete di sicurezza sociale contro la povertà, che renda più sopportabile l’impatto delle estese e necessarie riforme. I rischi della mancanza di una rete simile sono ormai evidenti agli occhi di tutti: si tratta di una pericolosa deriva verso gli estremismi, di sinistra come di destra.              

“Ancora è la solidarietà politica la risorsa di cui si ha maggiormente bisogno, intesa come solidarietà tra governi di paesi responsabili. L’Italia, benché in difficoltà, si indebiterà quest’anno per 10 miliardi di euro per aiutare la Grecia. Ma è una solidarietà che va oltre il mero campo finanziario, perché vuole che il paese ellenico torni a costruire insieme agli altri un’Europa prospera, libera, democratica”.

 

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