Bondi: Ecco le otto proposte per rimettere in moto il centrodestra
L'intervento di Sandro Bondi su "Il Giornale" del 22 giugno 2012

Il dibattito all’interno del Pdl è incentrato sulle primarie, su eventuali liste civiche, sul ruolo e il rinnovamento del partito politico.
Sono tutte questioni importanti, ma pochi si chiedono per fare che cosa, per quali obiettivi, per quale tipo di società.
Specialmente in un periodo in cui le redini del Paese sono state affidate a dei tecnici, la politica dovrebbe esprimersi su queste questioni decisive.
Proverò a dire quali dovrebbero essere, secondo me, gli obiettivi del centrodestra in Italia:
1) la sfida più importante è quella di rimettere in moto lo sviluppo economico e di creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani, riconoscendo che un mercato senza regole conduce alla crisi, come quella che stiamo vivendo;
2) l’aumento delle diseguaglianze sociali, anche in seguito alla crisi economica, mette a repentaglio la coesione e la tenuta dell’intera società;
3) i principi di questa visione generale della società, fondata su una economia sociale di mercato, affondano nella tradizione liberale e cristiana, e socialista riformista;
4) la crisi italiana non è solo di carattere economico, ma risale alla sistematica negazione, a partire dalle conseguenze originate dal Sessantotto, dei principi di responsabilità, di rigore e di merito, in ogni ambito della società;
5) l’origine della crisi economica, dell’immenso debito pubblico che abbiamo accumulato, del fenomeno diffuso della corruzione, hanno origine nella partitocrazia. Alienare il patrimonio dello Stato costituisce perciò una delle condizioni più importanti per superare l’occupazione dello Stato da
parte dei partiti;
6) la particolare storia nazionale e la crisi in cui versa l’Italia, avrebbero consigliato di scegliere una riforma federale fondata sul principio della sussidiarietà e sullo specifico modello municipale più consono alla storia italiana. Nelle condizioni in cui ci troviamo, un federalismo regionale come
quello verso cui si è avviati provocherà l’anarchia e la dissoluzione di ciò che resta dell’efficienza dello Stato nazionale;
7) il divario fra il Nord d’Italia e le regioni del Sud non è mai stato così grave. Senza stringenti regole nazionali e la effettiva responsabilizzazione delle classi dirigenti del Sud, il problema diventerà insolubile e determinerà alla lunga la malattia dell’intero Paese;
8) l’educazione costituisce il primo strumento per salvare l’Italia. La riforma della scuola passa solo attraverso docenti qualificati e preparati; allo stesso modo la sanità, che assorbe la quasi totalità delle risorse regionali, deve essere completamente rinnovata, iniziando dalla nomina di persone
competenti alla guida delle Asl, sottratte alle nomine dei partiti;
9) Sulle questioni della bioetica (dal testamento biologico alle unioni civili) come cristiano confido nella ricerca di soluzioni condivise frutto del dialogo fra laici e credenti, e in una Chiesa che non condanna, non proibisce, non ammonisce, non testimonia solo la verità, ma insieme ascolta, comprende, accende e accompagna la riflessione e, soprattutto ama;
10) Sul nostro movimento politico, ritengo che l’unico modo di salvarlo sia che tutti siano disposti a rimettere il proprio mandato nelle mani del segretario politico Angelino Alfano e del Presidente Silvio Berlusconi per rendere possibile un profondo e reale rinnovamento.
