Roccella: No al congelamento degli embrioni senza limiti

Il deputato del Pdl commenta la relazione presentata in Parlamento sulla legge 40 per la procreazione medicalmente assistita

Roccella

Nella relazione presentata in Parlamento sulla legge 40 per la procreazione medicalmente assistita, i dati che "emergono con più evidenza, oltre all’aumento del ricorso alla tecnica, dell’età delle donne e dei bambini nati, sono quelli relativi agli effetti della sentenza della Corte Costituzionale del 2009 che sembra essere stata interpretata, nei fatti, come una "licenza di congelare" senza piu’ limiti".

Lo ha affermato l’ex sottosegretario alla Salute e deputato del Pdl, Eugenia Roccella, che ha osservato:
"A una crescita incredibile ed esponenziale di ricorso alla crioconservazione (763 gli embrioni congelati nel 2008, prima dell’intervento della Consulta, 16.280 nel 2012, primo anno di piena applicazione della legge modificata) non corrisponde però un aumento proporzionato e parallelo di bambini nati: il ricorso al congelamento cioè non ha prodotto quel boom di nascite che alcuni detrattori della legge ci hanno prospettato in questi anni". L’incremento di bambini nati, "non arriva all’1%: sulle tecniche di secondo e terzo livello, quelle che prevedono la possibilità di congelare gli embrioni, abbiamo uno 0,2% di gravidanze in più calcolate sui cicli, una percentuale invariata di gravidanze calcolate sui prelievi, uno 0,6% di gravidanze in più calcolate sui trasferimenti". Cifre di questo genere, "possono giustificare l’enorme problema etico creato dalle migliaia di embrioni sospesi tra la vita e la morte nel contenitore di azoto?". Un altro effetto "negativo del ricorso disinvolto alla pratica di congelare gli embrioni é la riduzione evidente del congelamento degli ovociti, una tecnica in cui l’Italia é leader e con cui si sono conseguiti buoni risultati senza suscitare problemi etici, come accade invece con gli embrioni umani".

 

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