La Loggia: Con la mafia non si tratta mai

L'intervento nell'Aula della Camera del deputato del Pdl Enrico La Loggia per commemorare il 20esimo anniversario della morte di Paolo Borsellino

EnricoLaLoggia

Signor Presidente, colleghi, proprio ieri riflettevo su una distinzione, che non è solo semantica ma sostanziale, tra la parola “ricordo” e la parola “commemorazione”. La commemorazione – riflettevo – è qualcosa di statico, quasi di immobile, fotografa solo un fotogramma nel corso degli anni, della storia. Il ricordo, invece, è qualcosa di più vivo, si rinnova giorno per giorno, dà la possibilità di mettere a confronto noi stessi con il nostro impegno quotidiano, è qualcosa di perenne, continuo, per potere sviluppare una coscienza più consapevole, sempre più pronta a prevenire, a reagire, a superare e a colpire la mafia. Io credo che Paolo Borsellino avrebbe preferito il ricordo piuttosto che la commemorazione.

Certo, Palermo è cambiata. La Sicilia è cambiata. Il sacrificio suo, di Falcone e degli altri, ha prodotto  come il seme buono che leggiamo nel Vangelo  un albero robusto, forte, che rinnova ogni giorno quell’impegno: l’impegno di Borsellino. Pertanto, a nome del gruppo che ho l’onore di rappresentare, mi associo al ricordo, ma vorrei fare un monito  se mi è consentito, in questa sede solenne a tutte le forze politiche e ai gruppi che qui le rappresentano: la mafia si sconfigge solo se tutti facciamo fronte dalla stessa parte contro di essa, senza divisioni o strumentalizzazioni, compatti, per continuare senza pause e incertezze.
 

Certo, io, noi, riteniamo di dover conoscere cosa accadde in quegli anni, chi, sbagliando, spero in buona fede, non comprese che con la mafia non si può trattare, ma si può solo agire con la forza dello Stato, del diritto, con la legge. E avremmo anche il diritto di sapere se tutto ciò ebbe un ruolo nella morte di Paolo Borsellino. Fare chiarezza su questo, certamente, onorerebbe la sua memoria.

 
Paolo Borsellino amava dire: “Palermo, un giorno, diventerà bellissima”. Noi speriamo che anche la Sicilia e l’Italia diventeranno bellissime e la mafia sarà solo un ricordo, un fenomeno da studiare nei libri di storia”.

 

 

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