Cicchitto: Sarà Berlusconi in autunno a prendere la decisione finale sulla sua candidatura
L'intervista del capogruppo del Pdl alla Camera

"Le decisioni finali saranno prese in autunno, ma reputo che Berlusconi si ricandiderà. Certo ha bisogno di un partito che lo sostenga. Un partito presente sul territorio, per ora lo e’ in maniera discontinua".
Così si è espresso il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, in un’intervista su ’Il Tempo’ intervenendo sul ritorno in campo del leader del centrodestra . “Sul ruolo di Alfano,avevamo un’ipotesi, quella che Angelino, diventato segretario del partito, andasse in missione per valutare la possibilità di aggregare un’area dei moderati. Pensavamo a Montezemolo e a Casini".
Poi il leader centrista si e’ smarcato. "Ha giocato una partita contro Alfano chiedendoci di fare una cosa inaccettabile, ingenerosa e impossibile: eliminare totalmente Berlusconi dalla scena politica. In questo modo e’ stata persa una occasione storica: quella di ricostruire una grande area moderato-riformista potenzialmente in grado di vincere le elezioni".
Quanto allo spread che non frena la sua corsa al rialzo, "stavolta ho l’impressione che Monti abbia straparlato. Il problema allora non era Berlusconi, come adesso non é Monti". E il Professore "ci aveva detto che era uscito vincitore dal vertice con la Merkel del 28 e 29 giugno. Forse solo nell’immediato, sul terreno di una brillante operazione mediatica, perché adesso i tedeschi hanno bloccato tutto. Il fondo antispread é congelato mentre la speculazione finanziaria e’ di nuovo all’attacco. L’unica vera operazione realizzata il 28 e 29 giugno é stata in favore del sistema bancario spagnolo. Niente di più. E’ ingeneroso che ora Monti se la prenda con alcuni giornali e con l’incertezza politica data dalle prossime elezioni". Ma il Pdl non staccherà la spina al governo. "L’esecutivo non rischia, anche per la debolezza internazionale nel suo complesso. Nessuno aprirà una crisi di governo, benché il decreto sui tagli alla spesa sia durissimo e creerà molti problemi agli italiani". Non solo. "Il decreto sviluppo é debole: s’era parlato di 80 miliardi ma invece nel piatto non c’é un euro. Al netto di tutto ciò, cioè con provvedimenti non proprio brillanti, gli speculatori rilanciano e l’Europa é ferma".
