Alfano: Noi puntiamo a vincere, non al pareggio

L'intervista al Corriere della Sera del 26 agosto 2012 del segretario politico del Pdl

Angelino Alfano

Onorevole Alfano, Bersani dice basta alle larghe intese, perché la politica torni protagonista alle prossime elezioni. Lei è d’accordo? 
“Intanto, una premessa. Se pensiamo di ricominciare sui giornali e in tv con un’agenda tutta di Palazzo, con un chiacchiericcio fatto di battute e di controbattute, allora vuol dire che siamo dei marziani che non comprendono il clima che c’è nel Paese”.

Politica è sinonimo di chiacchiericcio?

“No, e infatti per me il punto è innanzitutto quello dei contenuti: sta qui la nostra alternativa di fondo rispetto agli altri. Non giriamoci intorno. Nel Pd si è assistito al dibattito - ai miei occhi lunare - tra chi voleva una patrimoniale ordinaria e chi la voleva straordinaria. Capisce? Il loro focus è innanzitutto su come rimettere le mani nelle tasche degli italiani. Ecco perché, per me, già questi mesi e poi la campagna elettorale avranno un forte valore ‘bipolare’, vorrei dire anche culturalmente”.

Ovvero?

“Da un lato, c’è chi, come loro, ha in mente una tradizionale politica ‘tassa e spendi’, con tasse alte e spesa alta. Dall’altro c’è chi, come noi, privilegia un’impostazione liberale di attacco a debito, di riduzione della spesa e delle tasse, e con un occhio sempre rivolto alla crescita e al rilancio dell’economia e del potere di spesa delle famiglie. È un’alternativa secca, che gli italiani comprenderanno bene”.

Eppure nel Pdl si è discusso e litigato sulle larghe intese: le esclude per il futuro?

“Le rispondo con una domanda: ma lei immagina Silvio Berlusconi che guidi una campagna elettorale che punti al pareggio? Noi corriamo per vincere e governare. Io credo che gli elettori debbano avere chiara l’alternativa tra due modelli, senza trucco e senza inganno”.

Bersani si candida a premier. Voi sarete guidati da Berlusconi o no? 

“Io sostengo, insieme al mio partito, che la candidatura del presidente Berlusconi sarebbe la migliore scelta. Poi comprendo anche che diciotto anni di vita condotta in prima linea, ricevendo grandi riconoscimenti dal popolo, ma anche attacchi di ogni genere dagli avversari, possano creare stanchezza e suscitare la voglia di dire basta. Io però faccio affidamento sul suo attaccamento al nostro partito e sul suo senso di responsabilità per il futuro dell’Italia”.

Non è che alla fine sarà ancora Monti, per tutti voi, la vera «sorpresa» della prossima legislatura?

“Il servizio peggiore che si possa rendere al presidente Monti è tirarlo per la giacca da tutte le parti, o trascinarlo in una rissa preelettorale. E devo anche dire che pure qualche ministro, di tanto in tanto, mi è parso un po’ - come dire - impegnato a sbracciarsi in vista del voto. Non è questa la mission dell’esecutivo Monti”.

La vostra campagna elettorale sarà di contrapposizione o di continuità rispetto a questo governo?

“Il nostro programma sarà un grande ‘piano contro la rassegnazione’ e per restituire speranza all’Italia e fiducia in se stessi e nella propria patria agli italiani. Anche stavolta ce la faremo. Rivendichiamo già adesso un’agenda di cose tutte tangibilissime, ne cito due lanciate da noi, anche se poi in tanti hanno provato ad attribuirsene la copaternità. Intanto, l’Iva di cassa fino a 2 miliardi, e cioè il fatto che le imprese possano pagare l’Iva solo al momento dell’incasso: è una rivoluzione a favore delle piccole e medie imprese. La seconda: il fatto che ci sia stato un primo passo sulla ‘compensazione’. Adesso, chi ha un credito verso la Pubblica amministrazione può renderlo "bancabile" o comunque compensarlo con debiti fiscali. Le procedure- per i miei gusti - sono ancora farraginose, ma si è iniziato”.

Non è troppo poco per una campagna elettorale?

“Ma per il futuro abbiamo proposto un piano ambiziosissimo di abbattimento del debito pubblico, come premessa per una nuova politica economica, e come opportunità concreta per avviare da subito la riduzione della pressione fiscale. Per noi occorre ripartire da qui. Da questo attacco al debito da 400 miliardi, valorizzando e mettendo sul mercato quote di patrimonio pubblico, può iniziare un cammino di respiro fiscale per gli italiani. Via l’Imu sulla prima casa, attaccare Irap e costo del lavoro, restituire ossigeno a imprese, famiglie, lavoratori. Solo così possiamo rilanciare anche i consumi interni e quindi tornare a far girare l’economia”.

Intanto Pd e Udc fanno prove di intesa. Vi sentite isolati?

“Non posso credere che Casini si adatterà alla politica "tasse e Cgil" della sinistra. E neppure che potrà scegliere prima la linea della corsa solitaria, salvo poi convergere a posteriori, senza prima dirlo agli elettori, con un programma economico di quel tipo”.


Pensate all’alleanza con la Lega, con pezzi di centro in movimento?

“A tutti dico: non coltiviamo piccoli progetti, con logiche autoreferenziali e da difesa del proprio orto. Pensiamo agli elettori, che chiedono chiarezza e governi solidi e stabili, figli di programmi alternativi”.

E la legge elettorale? Accordo fatto?

“Siamo determinati a realizzare la nuova legge elettorale. Insisto; va fatta in tempi stretti, smettendo di parlarne, perché la priorità va all’economia e al bilancio delle famiglie italiane. Ora ci siamo. Garantiamo che saranno superati gli aspetti più negativi della legge attuale, ma che sarà salvaguardato lo schema della democrazia competitiva e decidente, che consenta una scelta chiara e alternativa. Da qui non ci spostiamo”.

Se sarà accordo sulla legge elettorale entro settembre, si vota a novembre?

“Non vedo alcun automatismo tra approvazione della legge elettorale ed eventuali elezioni anticipate. Non infiliamoci, anche in questo caso, in dispute figlie del tatticismo e degli interessi di fazione. Intanto facciamo la legge elettorale, poi usiamo al meglio il tempo che abbiamo per avviare una svolta economica e quindi andremo al voto tra sei mesi nella chiarezza e nella distinzione delle squadre e dei programmi”.

Al voto il Pdl arriverà con un nome e volto nuovo? 

"Questo lo vedremo in seguito. Di certo non ci distrarremo su questo, mentre esplodono le contraddizioni della sinistra su tutto, dalla giustizia al resto. Qualcuno ha giustamente scritto che esiste una specie di ’legge dei vent’anni’, nel senso che una parte della sinistra italiana arriva vent’anni dopo ad alcuni concetti, senza fare autocritica. Vedo ora - e me ne compiaccio -che autorevoli esponenti della sinistra e prestigiosi quotidiani si accorgono che c’è un eccesso politico in alcuni settori della magistratura e anche un uso distorto della pubblicazione di intercettazioni. Bene, ci sono arrivati e dico loro ’benvenuti’. Ce ne ricorderemo alla prossima paginata di intercettazioni che leggeremo su qualche testata...”.

Si parla di grande ricambio tra le vostre file: con quale criterio?

“Occorre puntare sul merito, unico criterio affidabile. Sarebbe paradossale se negassimo un naturale e giusto ricambio, ma sarebbe altrettanto sbagliato e sciocco mortificare chi ha lavorato bene in Parlamento e può ancora dare un contributo. Garantiremo un mix equilibrato e basato sulle competenze”.

Caso Sicilia, sconfitta o ripartenza?

“Da qui può cominciare la riscossa. Nello Musumeci è un candidato eccellente e la sua è una candidatura nata in Sicilia con un forte imprinting territoriale. Noi lo sosterremo con uno sforzo generoso. Grande Sud: con il suo ottimo gruppo dirigente capitanato da Micciché, ha fatto una proposta che abbiamo condiviso e che sosterremo con uno sforzo generoso. La Sicilia può dimostrare che un’aggregazione delle forze alternative alla sinistra è ancora vincente”.

Lei ha fatto un passo indietro dalla premiership in favore di un leader che aveva giurato che non si sarebbe mai ricandidato. Non si è ancora tolto nessun sassolino: vuol farlo?

“Si stupisce del fatto che esistano persone leali e che non coltivano ambizioni sfrenate e affrettate? Ho fatto la cosa giusta - in riferimento a una persona a cui sono legatissimo - e quando si fa la cosa giusta si è in pace con se stessi. Senza retorica: non è detto che la politica sia solo ’casta’ e ricerca senza limiti dell’affermazione personale”.

 

Altre notizie