Biancofiore: La privacy è diritto di tutti, anche di Berlusconi
La nota della parlamentare del Pdl

"Il ’non ci sto’ del presidente Napolitano è giusto e condivisibile ma lo stesso diritto vale per ogni cittadino onesto e soprattutto valeva per il presidente del Consiglio, Berlusconi, democraticamente eletto dal popolo sovrano. Non è possibile che in Italia esistano più conversazioni ’conservate’ che telefoni e la gente sia ormai inibita anche a dirsi ’ti amo’ al telefono. A Berlusconi, presidente del Consiglio, quarta carica dello Stato, viceversa è stato riservato un trattamento ignobile per un Paese che si vuole definire democratico".
Lo ha affermato in una nota Michaela Biancofiore, deputato del Pdl, che ha osservato:
"A Berlusconi non sono solo entrati nel telefono ma anche in casa e addirittura nella privacy della sua stanza da letto spiandolo dal buco della serratura, senza che nessuno si indignasse. E’ evidente, e di questo tutto l’arco politico parlamentare dovrebbe preoccuparsi, che vi è in atto da tempo, ad opera di ignoti, un tentativo di screditare tutte le istituzioni italiane a partire, come detto, da quello che era il presidente del Consiglio votato da oltre dieci milioni di cittadini. E oggi tocca a colui che rappresenta, non a caso, l’unita del Paese. Serve una reazione concertata da parte di tutta la parte sana e responsabile della politica italiana per comprendere, prima ancora di reagire, da quale parte venga questo chiaro tentativo di destabilizzazione della democrazia Italiana nonché finanziario. C’è da chiedersi chi c’è dietro lo screditamento a 360 gradi del nostro Paese che va a danno, in particolar modo, del popolo italiano".
