Fatti & Misfatti: I magistrati vogliono l'intero banco
Tratto da Italia Oggi del 4 settembre 2012

È guerra aperta sulla giustizia. Il partito dei giudici pretende l’immodificabilità delle norme sulle intercettazioni, trovando entusiastico appoggio nel Pd, né la Repubblica, nei giustizialisti. Contemporaneamente, pretende che le disposizioni anticorruzione passino come approvate col ricatto della fiducia alla camera. Come ciliegina sulle pretese, ci sarebbe la soppressione dell’articolo, introdotto a Montecitorio, sulla responsabilità civile dei magistrati.
Quotidianamente, è un assalto, da parte della stampa di centrosinistra e di quella reputata terzista, al parlamento perché sistemi in fretta la legge sulla corruzione e sorvoli sul resto. Vengono fuori autentiche barzellette, come il motto, eternamente ripetuto, «lo vuole l’Europa», sulle disposizioni anticorruzione.
Ovviamente, non si chiarisce mai chi sia questa misteriosa signora Europa e non si spiega mai che la stessa dama vuole semmai «una» nuova legge, non «questa» legge, i cui contenuti, invece, avrebbero da essere cari a magistrati-Repubblica-Pd, all’evidenza con la spalla della guardasigilli.
In mezzo ci si è infilata Giulia Bongiorno, asserendo che «non c’è tempo» per la riforma delle intercettazioni, il cui ultimo testo approvato è frutto di una mediazione in cui proprio lei era stata magna pars. Il tempo, viceversa, ci sarebbe (guarda caso) per l’anticorruzione.
Va notato che il Pdl, almeno questa volta […] è stato lineare nel chiarire, senza reticenze di sorta, che c’è un pacchetto giustizia formato di tre provvedimenti: o vivono insieme o defungono insieme. Viceversa, sia Monti sia la Severino sembrano non sentirci, forti dell’appoggio della stampa e, verosimilmente, del capo dello Stato (che pure, con guai che si ritrova, sulle intercettazioni dovrebbe premere per urgenti modifiche).
