Calderisi: Il Pd pretende di governare con i voti degli altri
L'analisi del deputato del Pdl

"Cosa pretende ora Bersani, in sede di riforma della legge vigente, che Pd e Sel, vincendo le elezioni con il 30-33%, ottengano un premio addirittura del 50% rispetto ai propri voti?".
Lo ha affermato Peppino Calderisi, deputato del Pdl. "Con la legge elettorale vigente nel 2006 le coalizioni di centrosinistra e centrodestra sfiorarono entrambe il 50%, la coalizione di Prodi vinse con pochissimi voti di scarto ed ebbe il 55% dei seggi con un premio di maggioranza del 5% rispetto ai voti di tutti i partiti presenti alla Camera e del 10% rispetto ai propri voti. Nel 2008, la coalizione Pdl-Lega vinse le elezioni con il 47% dei voti, corrispondenti al 52% rispetto ai voti di tutti i partiti presenti alla Camera. Anch’essa ebbe il 55% dei seggi con un premio di maggioranza effettivo pari solo al 3% dei seggi e pari al 6% rispetto ai propri voti". Quindi, quella del Pd, sarebbe per l’esponente del Pdl, "una pretesa evidentemente inammissibile". La legge vigente "va assolutamente riformata. Ma, avendo il Pd rifiutato anche il sistema spagnolo, ciò che é possibile prevedere é un premio di governabilità al primo partito al quale attribuire la responsabilità di formare l’esecutivo. Un premio congruo, ma certamente non eccessivo. Il 10% dei seggi già corrisponderebbe al 30% rispetto ai voti ottenuti. Oltre non si può andare. Il Pd non può pretendere un sistema per governare con i voti degli altri".
