Bondi: Europa, crisi economica e diritti civili ecco la mia idea del Pdl
L'intervento del coordinatore nazionale del Pdl in risposta all'editoriale del Corriere della Sera del 12 settembre 2012

Caro direttore,
Galli della Loggia ha scritto che il Pdl è sparito dalla scena e che ogni dibattito al suo interno è inesistente. Anche se sono convinto che il suo giudizio sia unilaterale e incapace di cogliere gli elementi di novità positiva dell’ esperienza politica e di governo di Berlusconi, desidero da parte mia dare la testimonianza di una pluralità d’ idee e di proposte che nel Pdl vi sono e che hanno legittimità di espressione. Innanzitutto per quanto riguarda il nostro rapporto con l’ Europa, che è fondamentale, la mia opinione coincide con quella del professor Giulio Sapelli: il progetto europeo è “nato malato di un virus mortale. L’ unificazione tedesca significava infatti il ritorno di un assoluto conflittuale e non pacifico nella storia europea, anche se solo - fortunatamente - con le armi dell’economia”. La crisi che soffoca la nostra economia nasce dalla forbice tra la macro-rigidità costituita dalla burocrazia e dalla moneta unica e la micro-flessibilità della nostra economia reale, che non riesce più a comporre un sistema di fattori produttivi atti a garantire la crescita. Il blocco sociale della Lega di Bossi e del Pdl di Berlusconi costituiva il blocco sociale più antitedesco che si possa immaginare. In questo contesto, la politica estera di Berlusconi e il suo ottimismo di fondo sulle sorti dell’ economia sono entrate in costante collisione con l’ azione del suo ministro dell’ economia Giulio Tremonti, alleato della Lega, il quale si spinse fino a osteggiare la decisione di Berlusconi di proporre la candidatura di Mario Draghi alla Bce: un altro merito indiscutibile di Berlusconi. In questo contesto di grave crisi economica, la campagna scandalistica del solito fronte mediatico-giudiziario unita- niente alla scissione di Fini, avrebbero dovuto consigliare un voto anticipato.
La decisione di contribuire alla formazione del governo Monti rappresenta un merito storico di Berlusconi e del Pdl. Anche il rinnovamento generazionale che si è incarnato nella elezione di Angelino Alfano ha costituito una novità importante ascrivibile anch’ essa alla saggezza e alla lungimiranza politica di Berlusconi. Se Casini avesse scommesso su una nuova alleanza di centrodestra, avrebbe dovuto cogliere al volo l’ elezione di Alfano e la sua offerta di un’ alleanza nel segno del Ppe, determinando una svolta effettiva e duratura nella vita politica italiana. La candidatura di Berlusconi non annulla ma si preoccupa di consolidare il rinnovamento avviato, al fine di rafforzare le basi del ruolo futuro del Pdl. Considerata la gravità della crisi del nostro Paese, frutto di decenni di non governo e d’ irresponsabilità delle classi dirigenti, non si può escludere a priori un governo di unità nazionale, che personalmente ritengo una prospettiva augurabile e che comunque le prossime elezioni potrebbero indicare come l’ unica soluzione possibile. Quando ho manifestato pubblicamente la mia preferenza per i valori e i programmi rappresentati da Obama ho voluto ricordare le tradizioni democratiche cui il centrodestra in Italia si è sempre ispirato, soprattutto quando il partito repubblicano in America sposa posizioni radicali in campo politico, economico e dei diritti civili. Infine, sulle questioni etiche e dei diritti civili, come cattolico, ritengo che oggi la fede cristiana abbia la possibilità di manifestare tutta la propria ricchezza e vitalità, aprendosi ai dilemmi della modernità e alla coscienza inquieta sia dei credenti sia dei laici che si interrogano con sofferenza sul significato della vita.
