Alfano: No al bombardamento fiscale

Alcuni brani della conferenza stampa del segretario politico del Pdl

ALFANO PRIMO PIANO 2 CONFERENZA STAMPA 14-03-2012

“Noi siamo convinti che bisogna frenare quello che rischia di apparire un vero e proprio bombardamento fiscale”.

Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, durante la conferenza stampa in cui ha presentato le proposte portate dal Pdl al governo per modificare il disegno di legge di stabilità.

“Abbiamo fatto le nostre proposte: creare due fondi a sostegno delle famiglie e delle imprese. Proposte che hanno come obiettivo quello di sostenere i nuclei familiari e di allentare la pressione fiscale sulle imprese. Crediamo, inoltre, che occorra dare seguito alla compensazione debiti-crediti con la pubblica amministrazione, fermo restando che i crediti devono essere certi, liquidi ed esigibili. Infine, proponiamo che sia stabilita l’Iva per cassa, ovvero che le aziende paghino l’Iva su quanto effettivamente incassato. Questo è il quadro di insieme che abbiamo proposto e queste tesi avranno da noi un appassionato sostegno in sede parlamentare.

L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa è la cosa che faremo se riusciremo ad alimentare il fondo per le famiglie. Allo stesso modo provvederemo ad abbassare l’Irap nel caso in cui riuscissimo ad alimentare il fondo per le imprese.

La nostra idea é che i saldi debbano rimanere invariati e che non si debbano toccare gli obiettivi di finanza pubblica. Bisogna rispettare il pareggio di bilancio nel 2013. Il Pdl è costantemente al lavoro per evitare che aumentino le tasse e provare, ove possibile, a diminuirle. Intendiamo difendere il ceto medio italiano che sta subendo la crisi più di ogni altro.


Fermare la riduzione dell’Irpef per reperire risorse che consentando di non aumentare l’Iva? Il conto tra Irpef e Iva non è astratto. Quale pesa di più sulle tasche dei cittadini? Dell’Irpef non beneficeranno quelli che non pagano già le tasse, cioè i meno abbienti. Mentre gli stessi soggetto saranno costretti a patire l’aumento dell’Iva. Il rischio è che l’Irpef venga mangiato dall’Iva e che il conto venga pagato dai meno abbienti. Poi certo, se si riesce a non aumentare l’Iva senza toccare la riduzione dell’Irpef, ci consideriamo al lavoro per evitare l’aumento delle tasse. Il punto di partenza è che il governo, se sta aumentando l’Iva e revocando le detrazioni, ha bisogno di quei soldi. Noi ci mettiamo nella logica della responsabilità e diciamo dove vanno presi quei soldi: dal taglio alla spesa pubblica improduttiva e dai risparmi derivanti dall’abbattimento del debito.


Non sono solo gli Stati Uniti e la campagna tra Romney e Obama ad essere caratterizzati dai temi fiscali. Anche da noi la politica fiscale determinerà chi vincerà le elezioni. La rotta della sinistra pur se addolcita nelle parole e’ quella di andare dritta contro la ricchezza privata. Noi invece crediamo che in un Paese in crisi vada abbassato il freno della pressione fiscale, vada tagliato il debito e non aumentata la spesa pubblica. La nostra idea é molto chiara:  ovvero, non fare marcia indietro, non dare la sensazione di procedere con spese allegre, cosa che non ha mai connotato il governo Berlusconi".

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