Brunetta: Gli obiettivi enunciati da Squinzi sono i nostri

La nota del coordinatore dei dipartimenti del Pdl

BRUNETTA DICHIARAZIONE X INCISIVA

“Nelle parole del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che alle forze politiche impegnate nella campagna elettorale chiede di eliminare i fardelli di una burocrazia ossessiva e di una pressione fiscale ormai intollerabile, ritroviamo non solo i principali punti del programma del Popolo della Libertà per le prossime elezioni, ma anche gli obiettivi, in parte realizzati, dell`ultimo governo Berlusconi: riduzione del numero dei dipendenti pubblici (oltre 150.000 in meno dal 2008 al 2011) e della spesa per gli stipendi (meno 6 miliardi dal 2008 al 2013); meritocrazia; sburocratizzazione; nonché, da ultimo, nella Legge di Stabilità per il 2013, l`istituzione del Fondo Giavazzi-Squinzi-Brunetta finalizzato alla concessione di un credito d`imposta alle aziende che investono in ricerca e alla progressiva abolizione dell`IRAP attraverso l`eliminazione dei cattivi trasferimenti alle imprese.”

Lo ha dichiarato Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl. “Nel programma elettorale del Popolo della Libertà il presidente Squinzi, e Confindustria tutta, potrà ritrovare, come richiesto, anche la revisione del Titolo V della Costituzione, finalizzata a cambiare l`architettura istituzionale e il perimetro dello Stato, conducendoci, tra l`altro, ad un decentramento finalmente responsabile; il taglio deciso della spesa pubblica (aggiungiamo noi: attraverso, tra l`altro, il dimezzamento dei costi della politica) e la riduzione del debito pubblico, che nell`ultimo anno ha superato i 2.000 miliardi di euro. Il tutto finalizzato a recuperare, davvero e non solo a parole o sui giornali, credibilità internazionale (nostro è il pareggio di bilancio al 2013, nostro è il Six Pack (prima del Fiscal Compact), nostra è la revisione dell`articolo 81 della Costituzione e nostra è la Legge rafforzata per l`applicazione dei vincoli previsti da questi 2 ultimi provvedimenti), mantenendo saldo il legame con l`Europa e proponendoci come esempio da emulare e non più malato da guarire, o a cui impartire lezioni. Proprio come chiede Giorgio Squinzi. Siamo, nei fatti e con la nostra storia, sulla stessa lunghezza d`onda”.
 

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