Roccella: Sul caso "pillola del giorno dopo" a Montecitorio grande confusione

La nota della parlamentare del Pdl

Roccella

Sulla mancata prescrizione di un prodotto farmaceutico nel presidio medico di Montecitorio, riportata da un quotidiano, si sta facendo una grande confusione.
Innanzitutto, il farmaco in questione è la cosiddetta ‘pillola del giorno dopo’, e non una ‘capsula abortiva’ come erroneamente scritto: la pillola abortiva non può essere acquistata in farmacia, ma solo somministrata in ospedale.

La ‘pillola del giorno dopo’ è rubricata come ‘contraccettivo di emergenza’, e in quanto tale per la legge italiana  la sua somministrazione non ha niente a che fare con la 194.

Per quanto riguarda il rifiuto della prescrizione, non si tratta di obiezione di coscienza ma innanzitutto di deontologia professionale: come è noto, nessun medico può essere obbligato a prescrivere un farmaco su richiesta del paziente. Ammettere la possibilità di ottenere cure e terapie ‘on demand’, significa trovarsi poi di fronte a casi come quello ‘Stamina’, fondato sull’idea che le richieste dei malati vadano accolte a prescindere dall’appropriatezza clinica, dalle considerazioni del medico in scienza e coscienza, e persino dalle regole e dalle normative.


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