Polidori: Lo stalking non è una fatto privato ma una piaga sociale
La nota della parlamentare del Pdl

“La sopraffazione fisica e psicologica, di cui la cronaca abbonda, è una tragica realtà ancora pervicacemente presente nella cultura; non è un fatto privato, ma una piaga sociale di cui il legislatore deve tenere debitamente conto. Cancellare pertanto misure come la custodia cautelare in carcere per crimini odiosamente lesivi della dignità e della libertà altrui è un gravissimo errore. Le vittime ripiomberebbero nel terrore.
La loro incolumità sarebbe nuovamente messa a rischio e non è così che risolveremo il problema del sovraffollamento carcerario. Occorre piuttosto intervenire incentivando la prevenzione di simili reati, ai quali, in genere, si arriva dopo un penoso periodo di molestie e vessazioni di ogni genere. Bisogna educare gli uomini e le donne a tessere relazioni improntate alla parità ed al rispetto per la persona. Sono daccordo con le mie colleghe a che il testo del Senato venga modificato alla Camera”. E quanto dichiarato da Catia Polidori, parlamentare del Pdl, in relazione alla modifica dell’articolo 280 del Codice di procedura penale prevedendo la custodia cautelare in carcere solo per delitti, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni e non più quattro. Ma l’articolo 612 bis, quello che disciplina il reato degli atti persecutori stabilisce che la pena per questo reato vada da sei mesi a quattro anni.
