Casero: La revisione della spesa delle amministrazioni pubbliche pu˛ superare i 15 miliardi di euro

Il testo integrale del discorso alla Camera dei deputati

Casero

L’intervento del deputato del Pdl Luigi Casero alla Camera dei deputati, pronunciato il 26/4/2012, durante la discussione del Documento di economia e finanza 2012.


Signor Presidente, onorevoli colleghi,
le analisi economiche confermano che la gravità della situazione in Italia e in Europa non tende ad attenuarsi, per cercare di salvaguardare la stabilità finanziaria del nostro Paese non possiamo prescindere nel breve periodo da azioni rigorose sui conti pubblici. Oggi approviamo il Documento di economia e finanza che partendo da un’attenta lettura dei dati congiunturali deve contenere elementi che determinano una visione di medio periodo però contraddistinta da sviluppo e crescita e la risoluzione che presentiamo a prima firma Cicchitto contiene una serie di elementi atti a dimostrare questo.


In questi giorni sta avvenendo quello che alcuni attenti economisti stanno definendo l’attualizzazione delle possibilità di impoverimento di lungo periodo, usando un termine finanziario particolare, attualizzazione. Di solito si attualizzano in finanza i flussi di cassa, le entrate future, non le aspettative, ma in realtà il mondo occidentale sta attualizzando delle aspettative e cioè attualizza il fatto che elementi remoti nel tempo vengano visti con una visione odierna e quindi questa determinazione crea una crisi economica immediata.

Nei prossimi anni si assisterà ad uno sviluppo sempre più consistente dei grandi Paesi continente, la Cina, l’India e il Brasile, e ad un declino dei Paesi vecchi più sviluppati. Questo elemento determinerà innanzitutto la necessità fondamentale di contrapporre ai nuovi Paesi in via di sviluppo la più grande realtà economica attualmente esistente, l’Europa. O i singoli Paesi europei comprendono che l’azione economica comune deve essere svolta in sede europea per cercare di evitare il declino degli stessi singoli Paesi o i singoli Paesi sono destinati a impoverirsi, a cominciare dalla Germania.


In questo quadro noi italiani dobbiamo innanzitutto comprendere che le principali scelte di sviluppo vanno prese in sede europea, con logiche europee e con una cultura europea, pretendendo però che tutti i cittadini europei partecipino alle grandi scelte e che la politica economica europea sia determinata da un insieme di Paesi e non solo da una cultura dominante. Per far questo è necessario che l’Europa possa avere una politica monetaria, di bilancio e fiscale comuni, quindi si inizi con un ruolo diverso della BCE che possa avere tutti i poteri di una vera banca centrale con interventi sia sulla moneta che come prestatore di ultima istanza, e questo elemento è inserito nella risoluzione che andremo ad approvare. Inoltre un ruolo di Governo sui singoli bilanci dei Paesi europei che passi sì, come già sta avvenendo, attraverso interventi di indirizzo sulle spese, ma anche con un sostegno alle spese per investimenti attraverso i project bond e di stabilizzazione di parte dei debiti dei singoli Paesi attraverso l’emissione di stability bond.
Vedete, ho sentito l’intervento dell’onorevole Baretta che ha criticato quello che ha fatto il vecchio Governo, poi ho sentito esaltare gli eurobond, che stavano all’interno del nostro programma di Governo e avevamo chiesto diverse volte di inserire gli eurobond nelle azioni di politica europea

 

Se l’Europa farà questo, sicuramente i singoli Paesi avranno un futuro migliore. L’azione di Governo deve quindi avere come obiettivo la crescita - lo stiamo dicendo un po’ tutti - però vediamo come potere declinare crescita e crisi finanziaria. Come? Cercando innanzitutto di reperire le risorse da destinare alla crescita soprattutto attraverso una forte riduzione dello stock del debito. Noi lo stiamo dicendo da circa sei mesi e ci accingiamo a presentare un programma preciso nei prossimi giorni. Abbiamo presentato varie ipotesi e penso che il Governo debba destinare tutte le risorse, sia mentali che fisiche, per affrontare questo tema. Il grande problema dell’Italia in questo momento è il debito. 



Pensare di avanzare senza pensare di ridurre lo stock del debito è una missione impossibile In secondo luogo, occorre una forte riduzione della spesa improduttiva. Visto che in questi giorni anche autorevoli membri del Governo stanno parlando di spending review, noi riteniamo che si debba mettere mano velocemente alla riduzione della spesa improduttiva, avendo degli obiettivi alti, iniziando dai 15 miliardi di cui si parla, ma sicuramente la spesa improduttiva è molto più alta, attraverso la revisione della spesa, l’eliminazione di duplicazione della spesa, ma anche ad esempio attraverso l’applicazione dei costi standard. Ricordiamoci che per mesi in questo Governo abbiamo discusso di costi standard, è necessario che in questo Paese tutte le amministrazioni locali e centrali si avvicino alla migliore azione sia in termini di costo che in termini di servizio. Non è più possibile andare avanti senza una visione che porti il Paese a far sì che a Milano come a Roma, a Bologna come a Reggio Calabria, la pubblica amministrazione non paghi gli stessi servizi con lo stesso costo. Penso che il Governo anche su questo tema debba fare un’azione forte.
Il terzo elemento contenuto nella risoluzione su cui vogliamo porre attenzione è la riduzione della pressione fiscale. Non possiamo pensare di fare crescita e sviluppo con l’attuale pressione fiscale. 



Questo ce lo dicono tutti gli italiani, che si accingono in questi giorni a pagare una rata pesante di IMU, ma ce lo dicono tutti gli imprenditori che pagano le tasse giorno dopo giorno. O pensiamo di ridurre la pressione fiscale in Italia, iniziando da impresa e lavoro, che vuol dire intervenire sui debiti reinvestiti nelle imprese, cercando di ridurre il cuneo fiscale, oppure pensare di parlare di crescita è una semplice utopia. Su questo il Governo deve assolutamente cercare di rafforzare la propria azione, iniziando già dalla delega fiscale, inserendo questo famoso fondo di riduzione della pressione fiscale. Solo attraverso questi elementi noi possiamo pensare di fare sviluppo. Dobbiamo pensare di recuperare le risorse dalla riduzione dello stock del debito, dalla riduzione della spesa improduttiva da destinare a riduzione delle tasse e ad investimenti produttivi, investimenti produttivi che devono essere fatti, come dicevo prima, in sede europea attraverso gli eurobond e i project bond e in sede italiana destinando le risorse che si rendano disponibili attraverso gli investimenti di cui questo Paese ha bisogno.


Questi sono i quattro elementi contenuti nella risoluzione, a prima firma Cicchitto, che noi volevamo mettere in evidenza, che secondo noi sono fondamentali per cercare di dare al nostro Paese una prospettiva di crescita futura. Infatti, senza una prospettiva e senza una speranza di crescita futura - ritorno al discorso iniziale - questo Paese non potrà crescere. Quindi l’obiettivo che abbiamo tutti noi, che ha però fondamentalmente il Governo, è di ridare speranza ai nostri cittadini e ai nostri imprenditori che questo Paese potrà uscire dal guado e avere una speranza migliore. Spero che oggi i temi che sono stati posti in evidenza, che sono in buona parte unanimi e condivisi dalla maggioranza del Parlamento, possano essere presi dal Governo e trasferiti in proposte di legge concrete, per ridare speranza e un futuro migliore al nostro Paese.

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